Via degli Dei da Bologna a Firenze - tappe e consigli pratici

22 maggio 2026

Formazioni rocciose dorate dal sole, un paesaggio mozzafiato che ricorda il cammino Bologna Firenze.

Indice

Partire da Bologna e arrivare a Firenze a piedi significa attraversare l’Appennino tra portici, boschi, crinali, borghi e antiche strade romane. In questa guida racconto come organizzare il percorso, quante tappe prevedere, dove dormire, quale attrezzatura portare e quali difficoltà considerare prima di mettersi in cammino.

Il percorso richiede più giorni, ma si adatta bene a ritmi diversi

  • Itinerario: la Via degli Dei collega Piazza Maggiore a Firenze passando per l’Appennino Tosco-Emiliano.
  • Distanza: circa 130 km, con salite e discese distribuite lungo tutto il percorso.
  • Durata consigliata: 6 giorni per camminare senza trasformare ogni tappa in una gara.
  • Difficoltà: media dal punto di vista tecnico, ma impegnativa per chilometri e dislivello.
  • Periodo migliore: primavera e inizio autunno, evitando caldo intenso, neve e fango.

Un escursionista contempla il panorama durante il cammino Bologna Firenze. La luce del tramonto illumina le colline verdi e le montagne.

La Via degli Dei è il cammino più diretto tra Bologna e Firenze

Il riferimento principale per chi cerca un cammino Bologna-Firenze è la Via degli Dei, un itinerario escursionistico di circa 130 chilometri. Parte da Piazza Maggiore, sale verso il Santuario della Madonna di San Luca e raggiunge Firenze attraverso Sasso Marconi, Monzuno, Madonna dei Fornelli, il Passo della Futa, il Mugello e Fiesole.

Non è una semplice passeggiata tra due città. Il tracciato attraversa sentieri boschivi, strade bianche, brevi tratti asfaltati e l’antico percorso della Flaminia Militare, una strada romana riscoperta sull’Appennino. Il nome deriva probabilmente da alcuni monti attraversati, tra cui Monte Adone, Monte Venere e Monte Luario.

La parte più interessante, secondo me, è proprio il cambio continuo di paesaggio. Si parte dall’ambiente urbano di Bologna, si attraversano piccoli centri dell’Appennino e si entra poi nei paesaggi più aperti del Mugello, con ulivi, ville medicee e panorami verso Firenze. Il cammino non è religioso, anche se dispone di una credenziale con timbri che accompagna l’esperienza.

Le tappe da Bologna a Firenze e cosa si incontra

Il percorso può essere diviso in cinque, sei o sette giorni. La suddivisione in sei tappe è quella che consiglierei alla maggior parte dei camminatori, perché mantiene una media di circa 20-25 chilometri al giorno e lascia un po’ di tempo per fermarsi nei borghi o affrontare con calma le salite.

Tappa Percorso indicativo Distanza orientativa Da non perdere
1 Bologna, San Luca, Sasso Marconi, Badolo o Brento 28-30 km Portici di San Luca e Contrafforte Pliocenico
2 Badolo o Brento, Monzuno, Madonna dei Fornelli 25-28 km Monte Adone e paesaggi dell’Appennino bolognese
3 Madonna dei Fornelli, Pian di Balestra, Passo della Futa 17-20 km Flaminia Militare e Piana degli Ossi
4 Passo della Futa, Monte Gazzaro, Sant’Agata, San Piero a Sieve 21-24 km Cimitero germanico e crinali appenninici
5 San Piero a Sieve, Tagliaferro, Monte Senario, Bivigliano 18-22 km Fortezza di San Martino e paesaggi del Mugello
6 Bivigliano, Vetta le Croci, Fiesole, Firenze 17-20 km Monte Senario, Poggio Pratone e vista sulla città

Le distanze sono indicative perché i punti di pernottamento cambiano e alcuni camminatori scelgono di fermarsi prima o proseguire oltre. La tappa finale può terminare a Fiesole, da cui si raggiunge Firenze con un autobus, oppure continuare a piedi verso il centro passando per Monte Ceceri e Coverciano.

Il tratto tra Madonna dei Fornelli e il Passo della Futa è uno dei più caratteristici. Qui si cammina in parte su ciò che resta della strada romana, tra boschi e crinali. Più avanti, la salita al Monte Gazzaro e la discesa verso San Piero a Sieve richiedono attenzione soprattutto quando il terreno è bagnato o scivoloso.

Quanti giorni servono davvero per completarlo

In cinque giorni il percorso è possibile, ma bisogna accettare tappe lunghe, spesso superiori ai 25 chilometri. È una soluzione adatta a chi cammina già con regolarità e sa gestire diverse ore consecutive con zaino e dislivello.

Se è il primo trekking di più giorni, sceglierei sei giorni. Le tappe restano impegnative, ma il ritmo è più sostenibile e permette di non arrivare ogni sera completamente svuotati. La proposta ufficiale arriva anche a sette giorni, una scelta sensata per chi vuole visitare i borghi, viaggiare con bambini più grandi o semplicemente godersi l’Appennino.

Durata Per chi è adatta Compromesso principale
5 giorni Camminatori allenati Più chilometri e meno tempo per le soste
6 giorni Prima esperienza ben preparata Buon equilibrio tra fatica e scoperta
7 giorni Chi preferisce un ritmo lento Una notte in più e maggiore organizzazione

Io eviterei di scegliere il numero di giorni solo in base alla distanza totale. Due tappe da 20 chilometri possono essere molto diverse se una presenta pochi dislivelli e l’altra alterna salite, discese e fondo sconnesso. Prima di prenotare, controllerei sempre chilometri, dislivello e possibilità di rifornimento della singola giornata.

Quando partire e come prepararsi senza esagerare

I periodi più piacevoli sono generalmente aprile, maggio, giugno, settembre e ottobre. In luglio e agosto il caldo può diventare pesante nei tratti esposti, mentre in inverno neve, ghiaccio e fango possono rendere alcune sezioni molto più lente o delicate.

Non serve essere atleti, ma è utile arrivare alla partenza avendo già provato a camminare per qualche settimana. Una preparazione pratica consiste in due o tre uscite settimanali, aumentando gradualmente fino a 15-20 chilometri e inserendo salite con uno zaino leggero.

L’attrezzatura essenziale comprende:

  • scarpe da trekking o trail già utilizzate, mai nuove il primo giorno;
  • zaino da circa 30-40 litri, possibilmente con cintura lombare;
  • almeno 1,5-2 litri d’acqua nelle giornate calde o con pochi punti di rifornimento;
  • giacca impermeabile, strato caldo leggero e cambio di calze;
  • bastoncini, cerotti per vesciche, crema solare e piccolo kit personale;
  • traccia GPX offline, cartografia escursionistica e batteria esterna.

La segnaletica CAI è presente, ma non affiderei l’intero viaggio ai cartelli. Un bivio può essere poco evidente, soprattutto con nebbia o luce scarsa. Prima di partire scaricherei la traccia aggiornata e controllerei il meteo del crinale, non soltanto quello previsto a Bologna o Firenze.

Dove dormire, mangiare e quanto mettere in conto

Lungo il percorso si trovano B&B, piccoli alberghi, ostelli, campeggi e strutture rurali. Le località più utili per organizzare le notti sono Brento, Madonna dei Fornelli, Passo della Futa, San Piero a Sieve, Bivigliano e Fiesole.

La disponibilità, però, non è quella di una grande città. Nei fine settimana primaverili e nei ponti è prudente prenotare con anticipo, soprattutto se si viaggia in gruppo. Chiamerei direttamente la struttura per verificare cena, colazione, possibilità di lavare gli indumenti e trasporto dei bagagli.

Come ordine di grandezza, per il 2026 una sistemazione semplice può partire da circa 25-30 euro in camerata, mentre una camera privata può superare i 45-50 euro a persona. Un pacchetto organizzato di sei giorni con pernottamenti, colazioni, guida, trasporto bagagli e alcuni servizi viene proposto intorno ai 650 euro a persona, senza pranzi e cene. Sono cifre indicative, destinate a cambiare in base a stagione, camera e servizi inclusi.

Per mangiare, nei paesi si trovano bar, trattorie e piccoli alimentari, ma non è saggio partire contando di trovare sempre tutto aperto. Porterei ogni mattina un pranzo semplice e una riserva energetica, come frutta secca, panini o barrette. La cucina locale è parte del viaggio, con pasta fresca, crescentine, tigelle, tortelli mugellani e prodotti dell’Appennino, ma una cena abbondante non sostituisce una buona gestione dell’idratazione.

Credenziale, orientamento e errori da evitare

La credenziale si può acquistare nei punti indicati dagli uffici turistici o richiedere prima della partenza. Durante il cammino viene timbrata nelle strutture accreditate e, con almeno cinque timbri per il percorso a piedi, permette di ritirare il ricordo ufficiale dell’arrivo.

Gli errori più comuni sono partire troppo tardi da Bologna, sottovalutare la prima salita verso San Luca, portare uno zaino eccessivamente pesante e prenotare tappe senza verificare la distanza reale dalla struttura. Un altro problema frequente è confondere una difficoltà tecnica moderata con una difficoltà fisica bassa: il sentiero non richiede arrampicata, ma camminare per più giorni consecutivi mette alla prova piedi e articolazioni.

Se piove molto, non insisterei per rispettare a tutti i costi il programma. Meglio accorciare una tappa, usare un trasferimento locale o fermarsi una notte in più. La Via degli Dei attraversa territori abitati e offre una certa flessibilità, ma la sicurezza viene prima del timbro finale.

Il modo migliore per vivere il percorso tra due città

La Via degli Dei funziona perché unisce la comodità di due grandi città d’arte con la dimensione lenta dei borghi appenninici. Per viverla bene sceglierei sei giorni, zaino leggero, prenotazioni flessibili e partenze mattutine, lasciando spazio alle soste imprevisti e alle conversazioni lungo il sentiero.

Non la considererei soltanto un collegamento a piedi tra Bologna e Firenze. È un viaggio attraverso comunità rurali, memorie romane e belliche, sapori emiliani e toscani e paesaggi che cambiano a ogni crinale. Arrivare in Piazza della Signoria con le gambe stanche ma senza aver corso dietro all’orologio è, a mio parere, il modo più autentico di concludere questo cammino.

Domande frequenti

Il percorso è lungo circa 130 km e può essere completato in cinque, sei o sette giorni. Sei giorni sono il compromesso più equilibrato, con tappe di circa 20-25 km; cinque richiedono più allenamento, mentre sette permettono un ritmo più lento.

Le tappe consigliate passano da Bologna e San Luca a Badolo o Brento, poi da Monzuno a Madonna dei Fornelli, dal Passo della Futa a San Piero a Sieve, da San Piero a Bivigliano e infine da Bivigliano a Fiesole e Firenze. Le distanze giornaliere indicative variano da 17 a 30 km.

I periodi migliori sono aprile, maggio, giugno, settembre e ottobre. Servono scarpe già utilizzate, uno zaino da 30-40 litri, 1,5-2 litri d'acqua, giacca impermeabile, strato caldo, ricambio di calze, kit per le vesciche, traccia GPX offline e batteria esterna.

Le località più pratiche per pernottare sono Brento, Madonna dei Fornelli, Passo della Futa, San Piero a Sieve, Bivigliano e Fiesole. Una sistemazione semplice può partire da circa 25-30 euro in camerata, mentre una camera privata può superare i 45-50 euro a persona; le cifre variano in base a stagione e servizi.

Sì, con una preparazione adeguata e scegliendo idealmente sei o sette giorni. È tecnicamente di difficoltà media, ma chilometri, dislivello e fondo scivoloso possono essere impegnativi; è utile allenarsi per alcune settimane con uscite fino a 15-20 km e salite.

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via degli dei appennino flaminia militare mugello

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Antonietta Greco

Antonietta Greco

Mi chiamo Antonietta Greco e da 7 anni mi dedico con passione a esplorare e raccontare il fascino del turismo rurale, dei borghi autentici e delle tradizioni che rendono unico il nostro territorio. La mia curiosità nasce dal desiderio di riscoprire le radici della nostra cultura e di condividerle con chi cerca un’esperienza di viaggio genuina, lontana dalla frenesia quotidiana. Mi impegno a offrire contenuti accurati e ben documentati, cercando sempre di semplificare argomenti complessi e di presentare le informazioni in modo chiaro e accessibile, per aiutarvi a comprendere meglio la ricchezza del patrimonio che ci circonda.

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