Quando si cammina in Abruzzo, la scelta non riguarda soltanto chilometri e dislivello: entrano in gioco borghi, eremi, parchi nazionali e antiche vie pastorali. In questa guida presento i principali cammini della regione, con distanze, difficoltà, stagioni consigliate, costi indicativi e criteri pratici per scegliere l’itinerario più adatto.
La scelta del percorso dipende da tempo, allenamento e interessi
- Cammino Grande di Celestino collega L’Aquila a Ortona in circa 225 km e 13 tappe.
- Cammino del Gran Sasso offre un anello di 61 km in 5 tappe tra altopiani e borghi storici.
- Cammino di San Tommaso percorre circa 316 km da Roma a Ortona, con forte valore spirituale.
- Cammino dei Briganti si sviluppa per circa 108 km tra Abruzzo e Lazio, tra storia rurale e paesaggi selvaggi.
- Per partire bene servono tracce GPX aggiornate, prenotazioni anticipate e controllo delle condizioni dei sentieri.

Quali sono i principali cammini in Abruzzo
L’intento di chi cerca un cammino in questa regione è quasi sempre pratico e ispirazionale insieme. Si vogliono conoscere i percorsi più belli, capire quanti giorni servono e trovare un itinerario compatibile con il proprio livello, senza rinunciare a paesi autentici e luoghi di interesse.
Io distinguo subito tra cammino di più giorni e semplice escursione. Il primo attraversa diversi abitati e richiede una pianificazione di tappe, pernottamenti e trasferimenti; la seconda può essere un anello di poche ore all’interno di un parco o di una riserva naturale.
| Itinerario | Lunghezza | Durata indicativa | Ideale per |
|---|---|---|---|
| Cammino Grande di Celestino | Circa 225 km | 13 tappe | Eremi, storia e paesaggi della Maiella |
| Cammino del Gran Sasso | 61 km | 5 tappe ad anello | Un primo cammino tra borghi e alta montagna |
| Cammino di San Tommaso | Circa 316 km | Più settimane | Pellegrinaggio culturale e religioso |
| Cammino dei Briganti | Circa 108 km | Una settimana circa | Natura, borghi e memoria del brigantaggio |
I percorsi più interessanti da valutare
Cammino Grande di Celestino
È il percorso che sceglierei per chi desidera leggere l’Abruzzo attraverso la figura di Pietro da Morrone, diventato Celestino V. Parte dalla Basilica di Collemaggio all’Aquila e arriva a Ortona, attraversando la Valle dell’Aterno, Sulmona, il Morrone, la Maiella e i paesi collinari che conducono verso il mare.
Le 13 tappe hanno lunghezze molto diverse. Alcune sono relativamente brevi, come Badia Morronese-Pacentro, di circa 11,5 km, mentre la prima tappa da L’Aquila a Fontecchio arriva a circa 26 km. La maggior parte del percorso è indicata con difficoltà media e viene normalmente affrontata tra aprile e novembre.
Il tratto più delicato è quello della Maiella, soprattutto nei pressi dell’eremo di San Giovanni all’Orfento. Qui si incontrano una scala nella roccia e una cengia stretta, classificata per escursionisti esperti. Non la considererei una semplice variante panoramica, ma un passaggio da affrontare solo con passo sicuro, assenza di vertigini e condizioni meteo favorevoli.
Cammino del Gran Sasso
Con i suoi 61 km suddivisi in 5 tappe ad anello, è probabilmente la soluzione più equilibrata per un primo viaggio a piedi. Il tracciato attraversa Campo Imperatore e tocca Castel del Monte, Calascio, Santo Stefano di Sessanio, Barisciano e l’area dell’Aquila.
La prima tappa, da Campo Imperatore a Castel del Monte, misura circa 22 km e richiede intorno alle 7 ore. Il percorso è classificato come medio, quindi non è una passeggiata pianeggiante, ma permette di alternare spazi aperti, strade rurali e borghi dove fermarsi a mangiare o dormire.
Il pregio maggiore, secondo me, è la varietà concentrata in pochi giorni. Si passa dall’altopiano alle architetture in pietra di Santo Stefano di Sessanio e Calascio, con la possibilità di inserire visite culturali senza trasformare il viaggio in una gara contro il cronometro.
Cammino di San Tommaso
Questo itinerario collega Roma alla Basilica di San Tommaso ad Ortona per circa 316 km. In Abruzzo attraversa luoghi di fede, abbazie, eremi e centri storici, seguendo una tradizione di pellegrinaggio legata anche al viaggio di Santa Brigida di Svezia.
È un cammino più impegnativo da organizzare perché attraversa due regioni e richiede un numero maggiore di pernottamenti. Lo consiglierei a chi dispone di almeno due settimane oppure vuole percorrerne solo una sezione, per esempio quella tra Sulmona, la Maiella e Ortona.
Non bisogna aspettarsi sempre sentieri immersi nel bosco. Alcune tappe comprendono asfalto, strade secondarie e tratti urbani, un compromesso normale per un itinerario che unisce grandi centri, santuari e paesi. La sua forza non è la wilderness continua, ma il filo culturale e spirituale che tiene insieme ambienti molto diversi.
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Cammino dei Briganti
Il Cammino dei Briganti si sviluppa per circa 108 km tra Abruzzo e Lazio, soprattutto nell’area della Marsica e del Cicolano. È un percorso ad anello che attraversa piccoli paesi, boschi, altopiani e territori segnati dalla storia del brigantaggio e dalla vita contadina.
Rispetto ai cammini più religiosi, qui il tema centrale è il rapporto tra comunità e montagna. La lunghezza consente di organizzare una settimana di viaggio, ma le tappe non vanno valutate solo in base ai chilometri: alcuni tratti hanno salite lunghe, fondo irregolare e servizi più scarsi.
Lo trovo particolarmente adatto a chi cerca un’esperienza meno monumentale e più rurale. Bisogna però accettare una certa autonomia, perché in alcuni punti è indispensabile avere acqua, cibo di riserva e una traccia digitale funzionante.
Come scegliere il cammino giusto
La prima domanda da farsi non è quale percorso sia più famoso, ma quanti giorni reali si hanno a disposizione. Un fine settimana richiede un anello breve o una singola tappa; una settimana permette di affrontare il Gran Sasso o i Briganti; un viaggio più lungo apre alla percorrenza completa di Celestino o San Tommaso.
- Per 2-3 giorni, scegli un tratto del Cammino Grande di Celestino oppure una parte del Gran Sasso.
- Per 5-7 giorni, valuta il Cammino dei Briganti o l’intero anello del Gran Sasso.
- Per 10-15 giorni, il Cammino Grande di Celestino offre il miglior equilibrio tra natura, borghi ed eremi.
- Per un’esperienza spirituale più ampia, considera una sezione del Cammino di San Tommaso.
Il secondo criterio è il livello di allenamento. Una tappa da 20 km quasi pianeggianti può risultare più semplice di 15 km con 1.000 metri di dislivello positivo. Io controllo sempre chilometri, salita complessiva e fondo del terreno, perché il numero dei chilometri da solo dice molto poco.
Anche la stagione cambia completamente l’esperienza. La primavera e l’autunno sono ideali per le quote intermedie, mentre in estate gli altopiani possono essere piacevoli al mattino ma molto esposti al sole durante il giorno. In inverno neve, ghiaccio, giornate corte e chiusure locali rendono alcuni tratti inadatti a chi non ha esperienza specifica.
Come organizzare tappe, pernottamenti e budget
Prima di prenotare, conviene verificare dove termina davvero ogni tappa. Un paese indicato sulla mappa può avere strutture ricettive limitate o trovarsi a diversi chilometri dal tracciato. Per questo pianifico gli alloggi seguendo una sequenza concreta e considero sempre un margine di 1-2 ore in caso di deviazioni, pause o condizioni lente.
In linea generale, una notte in ostello, foresteria o struttura semplice può costare circa 25-45 euro a persona. Un bed and breakfast o una piccola locanda si colloca spesso tra 45 e 80 euro, mentre per pasti e colazioni si possono prevedere altri 20-35 euro al giorno. Un budget realistico è quindi di 50-110 euro al giorno, esclusi trasporti e servizi particolari.
La disponibilità dell’acqua va controllata tappa per tappa. Nei tratti montani non bisogna dare per scontate fontane funzionanti, soprattutto dopo periodi secchi. Io parto con almeno 1,5-2 litri e aumento la scorta quando la giornata attraversa zone d’alta quota o poco abitate.
Per il trasporto, gli itinerari ad anello sono più semplici perché riportano al punto di partenza. I percorsi lineari richiedono invece di studiare autobus, taxi locali o un trasferimento privato. Il Cammino Grande di Celestino e quello di San Tommaso possono essere affrontati anche per sezioni, ma la logistica diventa più importante rispetto a un anello compatto.
Segnaletica, sicurezza e attrezzatura indispensabile
Una traccia GPX è utile, ma non sostituisce la segnaletica sul terreno né una mappa escursionistica. I sentieri possono cambiare per frane, lavori, vegetazione o ordinanze comunali. Prima della partenza controllo sempre gli aggiornamenti del parco, del comune e dell’ente che gestisce il cammino.
Per un itinerario di più giorni porterei almeno scarpe già collaudate, guscio impermeabile, frontale, power bank, kit di primo soccorso e carta escursionistica. Bastoncini e zaino ben regolato fanno una differenza concreta sulle discese, spesso più faticose delle salite.
Le sigle CAI aiutano a capire il livello tecnico. T indica un percorso turistico, E un itinerario escursionistico con terreno variabile, EE un tracciato per escursionisti esperti. Quando compare EE, non lo interpreto come una semplice raccomandazione generica, ma come un segnale per valutare esperienza, meteo, esposizione e possibilità di ritiro.
Chi viaggia con un cane deve verificare in anticipo le regole delle aree protette. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise l’accesso degli animali non è libero su tutti i sentieri. Anche la presenza di fauna selvatica, greggi e tratti esposti richiede un comportamento prudente e il cane sempre sotto controllo.
Un viaggio a piedi che lascia spazio ai paesi
Il vero valore di questi itinerari non sta soltanto nel completare una distanza. Una tappa ben progettata permette di visitare un borgo, fermarsi in un forno, assaggiare un prodotto locale e parlare con chi vive ancora quei territori tutto l’anno.
Per me, la scelta più versatile resta il Cammino del Gran Sasso per un primo approccio e il Cammino Grande di Celestino per un’esperienza più completa. In entrambi i casi suggerisco di lasciare qualche ora libera ogni giorno, perché in Abruzzo il fuori programma migliore spesso non è una deviazione sulla mappa, ma un paese in cui vale la pena fermarsi.