Tra mare e montagna, la Liguria offre percorsi molto diversi tra loro, dai cammini di più giorni alle escursioni brevi tra borghi, uliveti e vigneti terrazzati. La difficoltà, però, non si misura soltanto in chilometri: dislivelli, scalinate e collegamenti con i trasporti possono cambiare completamente l’esperienza. Qui raccolgo gli itinerari più interessanti, i criteri per scegliere quello giusto e le indicazioni pratiche per partire preparati.
La Liguria si percorre meglio scegliendo il cammino in base al proprio ritmo
- 675 chilometri per il Sentiero Liguria, da Luni a Ventimiglia, suddivisi in 30 tappe.
- Oltre 400 chilometri per l’Alta Via dei Monti Liguri, con 43 tappe tra Alpi e Appennino.
- Le Cinque Terre offrono una rete di oltre 130 chilometri, ma lo stato dei sentieri può cambiare dopo piogge o frane.
- Per iniziare sono ideali tappe giornaliere collegate a stazioni ferroviarie o borghi facilmente raggiungibili.
- Scarpe con buona aderenza, acqua e traccia offline fanno spesso più differenza dell’attrezzatura costosa.

Che cosa rende speciali i cammini liguri
La prima cosa da capire è che la Liguria non propone un solo tipo di esperienza. La costa regala panorami immediati e borghi celebri, mentre l’entroterra conduce tra faggete, crinali, antiche mulattiere e piccoli paesi dove il turismo arriva ancora con discrezione.
La carta regionale censisce 950 percorsi escursionistici per uno sviluppo complessivo di circa 5.374 chilometri. Non tutti sono cammini di lunga percorrenza: molti sono collegamenti locali, anelli giornalieri o sentieri che permettono di raggiungere santuari, fortificazioni e aree protette.
È proprio questa varietà a rendere interessante il territorio. Io consiglio di non inseguire soltanto il tratto più fotografato, perché spesso una tappa nell’entroterra offre più silenzio, prezzi più accessibili e un contatto più autentico con la cultura rurale.
Gli itinerari da conoscere tra costa ed entroterra
Sentiero Liguria
Il Sentiero Liguria attraversa la regione da Luni a Ventimiglia per circa 675 chilometri e comprende 30 tappe distribuite in quattro aree territoriali. È la scelta più adatta a chi vuole leggere la Liguria nel suo insieme, passando dalle Cinque Terre al Tigullio, dalla Riviera delle Palme alla Riviera dei Fiori.
Il tracciato alterna strade panoramiche, mulattiere, centri abitati e sentieri costieri. Non va immaginato come una linea sempre selvaggia e lontana dall’asfalto. In alcune tappe la componente urbana è significativa, ma questo diventa un vantaggio per chi desidera camminare senza rinunciare a treni, autobus, ristoranti e strutture ricettive.
Alta Via dei Monti Liguri
L’Alta Via dei Monti Liguri corre lungo la dorsale regionale tra Ventimiglia e Ceparana, con più di 400 chilometri e 43 tappe. Il segnavia principale è composto da una banda bianca centrale affiancata da due bande rosse e dalla sigla AV.
È il percorso che sceglierei per chi cerca una dimensione più montana. Ci sono boschi, praterie d’altitudine, crinali e lunghi tratti lontani dalla costa. La difficoltà varia molto da una tappa all’altra, quindi non basta prenotare un tratto dell’Alta Via basandosi sul panorama. Servono controllo del dislivello, punti d’acqua e possibilità di rientro.
Sentieri delle Cinque Terre e Sentiero Uno
Le Cinque Terre sono perfette per un viaggio breve, soprattutto se si desidera alternare cammino e visita ai borghi. La rete del Parco comprende itinerari di costa, mezza costa, crinale e collegamenti verticali, con una lunghezza complessiva superiore ai 130 chilometri.
Il percorso tra Portovenere e Monterosso, noto come Sentiero Uno, offre una delle traversate più scenografiche della regione. Il paesaggio è magnifico, ma le scalinate e i continui saliscendi possono sorprendere anche chi cammina abitualmente. Alcuni tratti possono richiedere una Cinque Terre Trekking Card e lo stato di apertura va verificato prima della partenza.
Le vie storiche dell’entroterra
Chi preferisce borghi e memoria locale può orientarsi verso la Via Marenca, le vie del sale, il Cammino dei Ribelli o l’Itinerario Storico Colombiano. Quest’ultimo si sviluppa per circa 19 chilometri lungo un’antica mulattiera tra la Fontanabuona e Genova, ed è adatto a una giornata dedicata alla storia del territorio.
Il Sentiero dei Celti e dei Liguri è invece un itinerario più ampio, di circa 222 chilometri e 10 tappe, che arriva in Liguria attraverso la Val d’Aveto e prosegue verso Sestri Levante. Lo considero interessante per chi vuole unire archeologia, paesaggio appenninico e piccoli centri, senza fermarsi alla sola immagine balneare della regione.
| Itinerario | Impegno indicativo | Ideale per |
|---|---|---|
| Sentiero Liguria | Più giorni, con tappe variabili | Chi vuole attraversare la regione usando anche i trasporti |
| Alta Via dei Monti Liguri | Da escursionistico a impegnativo | Camminatori abituati a dislivelli e tratti isolati |
| Cinque Terre | Da mezza giornata a più giorni | Prima esperienza panoramica tra mare e borghi |
| Itinerario Storico Colombiano | Giornata breve | Chi cerca storia locale e antiche mulattiere |
Come scegliere la tappa giusta senza sopravvalutarsi
La Liguria può sembrare facile perché i paesi sono vicini e il mare è sempre visibile. In realtà, il terreno è spesso ripido e irregolare. Una tappa di 12 chilometri con 700 metri di dislivello può risultare più faticosa di una camminata alpina più lunga ma regolare.
Per orientarsi si possono usare le sigle escursionistiche del CAI. T indica un percorso turistico e generalmente semplice, E un itinerario escursionistico con terreno variabile e dislivelli più importanti, mentre EE segnala difficoltà per escursionisti esperti. La classificazione non sostituisce la lettura della scheda tecnica, soprattutto quando sono presenti tratti esposti o fondo scivoloso.
| Tempo disponibile | Scelta consigliata | Come impostarla |
|---|---|---|
| Mezza giornata | Anello vicino a un borgo o a una stazione | Massimo 8-10 km, con rientro semplice |
| Un giorno | Tappa costiera o tratto dell’entroterra | Da 10 a 18 km, valutando dislivello e acqua |
| Fine settimana | Due tappe consecutive | Base in agriturismo o piccolo borgo, con trasporto pubblico |
| Una settimana | Tratto del Sentiero Liguria o dell’Alta Via | Prenotare pernottamenti e verificare i rifornimenti |
Il mio criterio è semplice: al primo viaggio scelgo una tappa più breve di quella che penso di poter affrontare. In Liguria il tempo si allunga per le fotografie, le deviazioni verso un santuario e le soste nei paesi. Lasciare un margine di almeno un’ora evita di trasformare una giornata piacevole in una corsa per non perdere l’ultimo treno.
Come organizzare trasporti, pernottamenti e tappe
La forma più pratica per iniziare è un itinerario lineare con arrivo e partenza collegati alla ferrovia. Le località costiere sono generalmente più semplici da gestire, mentre nell’entroterra gli autobus possono essere meno frequenti, soprattutto nei festivi e fuori stagione.
Prima di prenotare consiglio di controllare tre cose: come si raggiunge il punto di partenza, dove termina la tappa e come si torna alla propria base. Un percorso perfetto sulla mappa può diventare scomodo se richiede due cambi e un taxi costoso per rientrare.
Dove dormire
Gli agriturismi sono una buona soluzione quando si desiderano tranquillità, cucina locale e un contatto diretto con il paesaggio agricolo. Non tutti, però, si trovano sul tracciato o offrono un servizio navetta. Conviene chiedere in anticipo la distanza dal sentiero, la disponibilità di colazione presto e la possibilità di preparare un pranzo al sacco.
Nei borghi costieri la scelta è più ampia, ma anche i prezzi e l’affollamento possono aumentare. Nell’entroterra si trovano spesso sistemazioni più silenziose, con il compromesso di dover organizzare meglio gli spostamenti. Per una vacanza di più giorni preferisco alternare una notte sulla costa e una nell’interno, così il viaggio non resta confinato ai luoghi più conosciuti.
Che cosa portare
- Scarpe da trekking con suola aderente, soprattutto per scalinate, pietra umida e sentieri sassosi.
- Almeno 1,5 litri d’acqua a persona, aumentando la quantità nelle giornate calde.
- Una traccia GPX o una mappa salvata offline, perché la copertura telefonica non è uniforme.
- Giacca antivento, cappello, crema solare e una piccola torcia.
- Pranzo e snack quando la tappa attraversa zone senza bar o negozi.
Bastoncini da trekking e zaino leggero aiutano più di molti accessori tecnici. L’errore che vedo più spesso è partire con troppo peso e poca acqua, quando in questo territorio la gestione delle energie conta più della velocità.
Stagioni, meteo e sicurezza sui sentieri
Primavera e autunno sono generalmente i periodi più equilibrati per camminare. In estate la costa può diventare molto calda, mentre alcuni tratti esposti offrono poca ombra. L’inverno regala giornate limpide e silenziose, ma sui crinali possono comparire vento forte, ghiaccio o neve.
Il meteo ligure può cambiare rapidamente, soprattutto tra mare e montagna. Dopo piogge intense aumentano il rischio di fango, ruscellamenti e piccoli smottamenti. Nei parchi, e in particolare alle Cinque Terre, controllo sempre la percorribilità ufficiale della singola tratta prima di partire, perché un sentiero aperto la settimana precedente può essere temporaneamente chiuso.
Non conviene affidarsi soltanto al colore dei segnavia. Se un tratto appare eroso, invaso dalla vegetazione o privo di protezioni, è più prudente tornare indietro. Anche la Cinque Terre Trekking Card, quando richiesta, non rende automaticamente sicuro un percorso chiuso o sconsigliato.
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Un ritmo realistico
Per una prima uscita considero sostenibile una media di 3-4 chilometri all’ora, soste escluse, ma il dato cambia molto con il dislivello. Su sentieri ripidi o pieni di gradini, una media inferiore è del tutto normale.
Partire presto è utile non solo per evitare il caldo. Permette di affrontare con calma gli ultimi chilometri, quando la stanchezza riduce l’attenzione e il terreno ligure richiede ancora appoggio preciso. Comunico sempre a qualcuno l’itinerario previsto e l’orario indicativo di rientro.
Camminare significa incontrare la Liguria rurale
Il valore di questi percorsi non sta soltanto nei panorami sul mare. Le fasce coltivate, i muretti a secco, gli uliveti e i vigneti raccontano un lavoro paziente, spesso svolto su pendii dove ogni metro di terreno è stato conquistato con fatica.
Alle Cinque Terre il paesaggio terrazzato è inseparabile dalla viticoltura. Nell’entroterra di Ponente emergono invece gli ulivi, i borghi in pietra e le antiche vie commerciali. In Val d’Aveto e Val di Vara il ritmo cambia ancora, con boschi, pascoli e prodotti legati alla cucina delle valli.
Io cerco di lasciare spazio a una sosta non programmata. Una focaccia acquistata in un forno del paese, una piccola cappella aperta o un produttore che racconta il proprio olio possono spiegare il territorio più di una lunga deviazione panoramica. Il turismo lento funziona quando il cammino sostiene l’economia locale, non quando attraversa i borghi senza fermarsi.
Per questo è utile distribuire le tappe anche in base ai servizi presenti. Fermarsi in un paese dell’entroterra, mangiare in una trattoria familiare e dormire in una struttura rurale trasforma una semplice escursione in un viaggio nella cultura ligure.
La prima scelta che farei per iniziare con il passo giusto
Per una prima esperienza sceglierei una tappa di una giornata, raggiungibile in treno e con un borgo all’arrivo. Chi desidera panorami marini può orientarsi verso un tratto delle Cinque Terre, mentre chi preferisce silenzio e boschi dovrebbe guardare all’Alta Via o alle valli dell’entroterra.
La regola decisiva resta verificare dislivello, acqua, trasporti e stato del sentiero prima di confermare il programma. Con queste quattro informazioni si evita la maggior parte degli imprevisti e si può vivere la Liguria nel modo migliore, lentamente, con attenzione e lasciando che siano i paesaggi rurali a dettare il ritmo.