Quando si organizza un cammino sul Lago di Como, la difficoltà non è scegliere se partire, ma capire quali tappe del Sentiero del Viandante inserire nel proprio itinerario. Il percorso può essere affrontato in quattro giornate tra Abbadia Lariana e Piantedo, oppure allungato fino a Morbegno e suddiviso in più segmenti, sfruttando treni e borghi per rendere il viaggio più flessibile.
Le informazioni essenziali per organizzare il cammino
- Itinerario classico da Abbadia Lariana a Piantedo, lungo circa 45 km.
- Quattro tappe principali, con una durata media di circa 4-6 ore.
- Variante alta tra Lierna e Vezio, più panoramica ma anche più impegnativa.
- Prolungamento fino a Morbegno, per un percorso complessivo di circa 65-70 km.
- Linea ferroviaria presente nei principali paesi, utile per rientri e tappe personalizzate.

Le quattro tappe classiche da Abbadia Lariana a Piantedo
La suddivisione più conosciuta parte dalla chiesa di San Martino, nei pressi di Abbadia Lariana, e arriva al santuario della Madonna di Valpozzo, nel territorio di Piantedo. Sono circa 45 chilometri lungo la sponda orientale del Lago di Como, tra mulattiere, castagneti, uliveti, piccoli borghi e punti panoramici.
Le distanze possono cambiare leggermente a seconda della variante scelta e del punto preciso di partenza o arrivo. Per questo considero più utile ragionare su tempi, dislivelli e caratteristiche che su numeri rigidi validi in ogni situazione.
| Tappa | Percorso | Distanza indicativa | Tempo medio | Caratteristiche |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Abbadia Lariana - Lierna | 10-11 km | 4-5 ore | Borghi, boschi e panorami sul lago |
| 2 | Lierna - Vezio, Perledo | 12-16 km | 5-7 ore | La più impegnativa, soprattutto con la variante alta |
| 3 | Vezio - Dervio | 10-12 km | 4-5 ore | Castelli, boschi e discesa verso il lago |
| 4 | Dervio - Piantedo | 13-15 km | 4-6 ore | Corenno Plinio, Colico e santuario di Valpozzo |
Da Abbadia Lariana a Lierna
La prima giornata è un buon ingresso nel cammino. Si passa da Mandello del Lario, dalle frazioni di Maggiana e Rongio e dalla chiesa di San Giorgio, uno dei luoghi storici più interessanti del percorso, prima di arrivare a Lierna tra prati, uliveti e tratti boscosi.
Il dislivello si aggira generalmente intorno ai 300-400 metri di salita. Non è una tappa banale, perché presenta diversi saliscendi, ma con un passo regolare è adatta anche a chi non ha molta esperienza nei cammini di più giorni.
Da Lierna a Vezio
Qui il sentiero si divide in due possibilità. La variante bassa resta più vicina al lago, mentre quella alta sale verso Ortanella e raggiunge il punto più elevato dell’itinerario, vicino ai 995 metri di quota, prima di scendere verso il castello di Vezio sopra Varenna.
Io sceglierei la variante alta solo con buone condizioni fisiche e meteo stabile. È il tratto più spettacolare per ampiezza dei panorami, ma anche quello che molti escursionisti sottovalutano: la distanza cresce e il dislivello può rendere la giornata molto più faticosa del previsto.
Da Vezio a Dervio
Partendo da Vezio si attraversano boschi e nuclei rurali, con viste frequenti sul lago e sulle montagne della sponda opposta. Il percorso conduce verso Bellano, famoso per l’Orrido, e prosegue fino a Dervio, alternando tratti in quota e discese più decise.
Questa tappa è interessante perché unisce natura e patrimonio locale. Se si dispone di tempo, consiglio di inserire una sosta a Bellano o a Corenno Plinio, borgo medievale raccolto e molto caratteristico, invece di trattare la giornata come una semplice marcia da un punto all’altro.
Da Dervio a Piantedo
L’ultima tappa del tracciato classico passa da Dorio, attraversa la zona di Colico e termina al santuario della Madonna di Valpozzo. È una giornata varia, con sezioni vicine al lago, mulattiere nel bosco e passaggi che ricordano la funzione originaria del percorso come collegamento tra villaggi e territori alpini.
Il finale a Piantedo è diverso dall’arrivo in un grande centro turistico. I servizi sono più limitati rispetto a Varenna, Bellano o Colico, quindi conviene organizzare in anticipo il trasferimento e verificare gli orari dei mezzi pubblici.
La variante alta e l’estensione fino a Morbegno
Una delle ragioni per cui si trovano indicazioni diverse sulle tappe è che il Sentiero del Viandante non ha una sola suddivisione obbligatoria. Alcune guide propongono quattro tappe, altre cinque, sei o più segmenti brevi, mentre i tracciati più estesi arrivano da Lecco fino a Morbegno.
La differenza principale riguarda il tratto finale. Il percorso storico più frequentato termina a Piantedo, mentre l’itinerario ampliato continua in bassa Valtellina fino a Morbegno, per altri circa 20-22 chilometri.
Da Piantedo a Morbegno
Questa tappa aggiuntiva attraversa Piantedo, Delebio, Andalo Valtellino, Rogolo e Cosio Valtellino, prima di salire verso Sacco e scendere a Morbegno. È lunga circa 21-22 km e richiede mediamente 7-8 ore, con un dislivello che rende prudente affrontarla come giornata autonoma.
Il paesaggio cambia sensibilmente. Il lago lascia spazio ai boschi di castagno, ai terrazzamenti e alle valli della bassa Valtellina, con un patrimonio rurale meno conosciuto ma molto significativo, come le rovine dell’abbazia di San Pietro in Vallate.
Per chi desidera completare l’intero itinerario, suggerisco quindi un programma di cinque giornate, mantenendo separata la tratta Piantedo-Morbegno. Unire tutto in quattro giorni è possibile solo con un buon allenamento e lascia poco margine per visitare i borghi o gestire imprevisti.
Come scegliere il numero di giornate
La scelta migliore dipende dal ritmo, non dal desiderio di accumulare chilometri. Il percorso è classificato generalmente come escursionistico, indicato con la sigla E, cioè adatto a chi cammina su sentieri e mulattiere ma non necessariamente a escursionisti esperti di alta montagna.
| Tempo disponibile | Programma consigliato | Per chi è adatto |
|---|---|---|
| 1 giorno | Una sola tratta, per esempio Varenna-Bellano | Chi vuole provare il cammino senza pernottare |
| 2 giorni | Abbadia-Lierna e Lierna-Varenna, oppure Bellano-Piantedo | Camminatori con buona autonomia |
| 4 giorni | Itinerario classico fino a Piantedo | La soluzione più equilibrata |
| 5 giorni | Itinerario classico più Piantedo-Morbegno | Chi vuole completare il percorso esteso |
| 6-7 giorni | Tappe più brevi e tempo per borghi e luoghi culturali | Chi cerca un cammino lento e non competitivo |
Per una prima esperienza, sceglierei quattro giorni fino a Piantedo. È il compromesso migliore tra impegno fisico, paesaggio e possibilità di fermarsi a visitare Varenna, Bellano, Corenno Plinio e gli altri centri lungo la strada.
Chi viaggia con bambini abituati a camminare o con persone poco allenate può dividere la seconda tappa in due parti. La salita verso Ortanella richiede infatti più energia della semplice distanza chilometrica, soprattutto con zaini pesanti o nelle giornate calde.
Treni, pernottamenti e logistica del cammino
Uno dei grandi vantaggi dell’itinerario è la presenza della linea ferroviaria che collega diversi paesi della sponda orientale del lago. Stazioni come Abbadia Lariana, Lierna, Varenna, Bellano, Dervio, Dorio e Colico permettono di costruire tappe lineari senza dover tornare ogni sera al punto di partenza.
Prima di partire controllo sempre gli orari aggiornati, perché frequenza dei treni, lavori e collegamenti possono cambiare. Non farei affidamento esclusivo sull’ultimo convoglio della giornata, soprattutto dopo una tappa lunga o in bassa stagione.
Dove dormire
Per il percorso classico conviene scegliere strutture a Lierna o Varenna dopo la prima giornata, a Dervio o Bellano dopo la seconda e a Colico per la notte precedente all’eventuale prosecuzione verso Piantedo. Prenotare con anticipo è particolarmente importante nei fine settimana primaverili ed estivi.
Gli agriturismi e le piccole strutture rurali sono una scelta interessante per chi vuole conoscere meglio il territorio, non soltanto usarlo come sfondo. In genere offrono un ritmo più tranquillo, prodotti locali e un contatto diretto con borghi e tradizioni che dal sentiero si intravedono appena.
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Cosa mettere nello zaino
- Scarpe da trekking con suola scolpita e già utilizzate.
- Almeno 1,5-2 litri d’acqua a persona, soprattutto nei tratti lontani dai centri abitati.
- Pranzo leggero e qualche alimento energetico.
- Giacca impermeabile, anche con previsioni favorevoli.
- Cappello, crema solare e bastoncini per le discese.
- Traccia GPS offline e batteria portatile.
- Contanti per piccoli esercizi o servizi che non accettano pagamenti elettronici.
Il peso dello zaino fa una differenza concreta. Io terrei l’attrezzatura essenziale e limiterei il carico a circa 6-8 kg per un cammino con pernottamenti in struttura, perché le salite e le discese ripetute si sentono più della distanza sulla carta.
Le condizioni da controllare prima di partire
Il Sentiero del Viandante è percorribile in gran parte dell’anno, ma primavera e autunno offrono spesso il miglior equilibrio tra temperature, colori e visibilità. In estate è preferibile partire presto, poiché alcuni tratti esposti diventano caldi e le ore centrali possono rendere pesante anche una tappa moderata.
Dopo piogge intense possono comparire fango, fogliame scivoloso o piccoli problemi di manutenzione. Prima della partenza verifico sempre meteo, segnaletica e stato del tracciato presso i canali turistici locali e gli eventuali avvisi dei comuni attraversati.
Un errore comune consiste nel considerare il cammino una passeggiata panoramica priva di difficoltà. Il lago è spesso visibile, ma il sentiero corre a mezza costa e presenta continui saliscendi, gradini irregolari e discese che possono affaticare ginocchia e caviglie.
Un altro equivoco riguarda la segnaletica. Le indicazioni arancioni aiutano a seguire il percorso, ma non sostituiscono una mappa o una traccia GPS, soprattutto nei pressi dei centri abitati e delle varianti. Nei bivi tra percorso basso e variante alta bisogna decidere in anticipo quale tappa si è davvero in grado di completare.
Il modo migliore per vivere il Sentiero del Viandante
Le tappe più belle non sono necessariamente quelle percorse più velocemente. Il mio consiglio è lasciare spazio a una sosta in un borgo, a una chiesa romanica, a un belvedere o a un pranzo con prodotti del territorio, perché proprio questi incontri trasformano un trekking sul lago in un vero cammino culturale.
Per la maggior parte dei viaggiatori, l’itinerario ideale resta quello di quattro giorni da Abbadia Lariana a Piantedo, con la variante alta scelta solo se il meteo e l’allenamento lo consentono. Chi ha più tempo può aggiungere Morbegno e completare il percorso esteso, mantenendo però un ritmo sostenibile.
Con scarpe adatte, prenotazioni ragionate e un controllo delle condizioni prima di ogni partenza, il Sentiero del Viandante offre una rara combinazione di paesaggio lacustre, storia rurale e mobilità semplice. È proprio questa flessibilità a renderlo adatto sia a chi cerca un primo cammino sia a chi desidera tornare per scoprirne una tappa alla volta.