Arrivare dalla tomba di Dante a Ravenna alla sua casa natale a Firenze significa attraversare quasi 400 chilometri di Appennino, borghi, foreste e paesaggi rurali. Le tappe del Cammino di Dante non hanno tutte lo stesso impegno: alcune sono pianeggianti e accessibili, altre richiedono allenamento e una buona organizzazione dei pernottamenti. Qui trovi il percorso completo, le varianti più interessanti e i consigli pratici per scegliere l’itinerario adatto a te.
Il percorso completo unisce Ravenna, Firenze e i luoghi dell’esilio dantesco
- 20 tappe fisse compongono l’anello principale tra Ravenna e Firenze.
- La distanza complessiva è di circa 385-400 km, a seconda delle varianti.
- Il tratto Ravenna-Firenze comprende 10 tappe e passa da Brisighella, Marradi, San Godenzo e Dicomano.
- Il ritorno attraversa Vallombrosa, il Casentino, Camaldoli e Premilcuore.
- Le tappe più impegnative sono soprattutto quelle appenniniche, in particolare Marradi-San Benedetto in Alpe.
- Per dormire lungo il percorso conviene prenotare con 2-3 settimane di anticipo, e con maggiore anticipo in luglio e agosto.
Come leggere il percorso senza confondere anello e itinerario lineare
Il Cammino di Dante è un itinerario ad anello che collega Ravenna e Firenze, le due città più importanti nella biografia del poeta. Ravenna conserva la tomba di Dante, mentre Firenze ospita il Museo Casa di Dante, punto terminale del tratto che arriva dalla Romagna.
Quando si parla del percorso completo si intendono generalmente 20 tappe fisse. Le prime 10 portano da Ravenna a Firenze attraverso la valle del Lamone e la Toscana orientale; le successive 10 riportano a Ravenna passando dal Casentino, dal Passo della Calla e dalla valle del Montone.
Il sito ufficiale Il Cammino di Dante indica un anello di circa 400 chilometri. Sommando le distanze delle 20 tappe principali si arriva a circa 385 chilometri, mentre varianti, collegamenti e deviazioni spiegano le cifre leggermente diverse che si trovano nelle guide. Per una vacanza più breve si può quindi percorrere solo una metà dell’anello oppure scegliere un tratto di 3-5 giorni.
Le dieci tappe da Ravenna a Firenze
La direttrice verso Firenze parte dalla tomba di Dante e attraversa inizialmente zone pianeggianti, campagne coltivate e le colline faentine. La difficoltà cresce avvicinandosi all’Appennino, soprattutto tra Marradi e San Godenzo.
| Tappa | Percorso | Distanza indicativa | Cosa aspettarsi |
|---|---|---|---|
| 1 | Ravenna - Ponte Passo Vico | 19 km | Tratto pianeggiante lungo gli argini dei fiumi Uniti e del Montone. |
| 2 | Ponte Passo Vico - Oriolo dei Fichi | 18,4 km | Percorso facile tra argini, campagna e la Torre di Oriolo. |
| 3 | Oriolo dei Fichi - Brisighella | 16,8 km | Coltivazioni, calanchi e arrivo nel borgo medievale. |
| 4 | Brisighella - Monte Romano | 18,7 km | Salita verso il Santuario del Monticino e il Parco della Vena del Gesso. |
| 5 | Monte Romano - Marradi | 14,2 km | Cammino in cresta e discesa verso la valle del Lamone. |
| 6 | Marradi - San Benedetto in Alpe | 23 km | La tappa più impegnativa, con Eremo di Gamogna, Poggio dell’Inferno e Acquacheta. |
| 7 | San Benedetto in Alpe - San Godenzo | 13,2 km | Passaggi su antiche vie medievali e arrivo presso la chiesa legata alla storia di Dante. |
| 8 | San Godenzo - Dicomano | 16,6 km | Boschi di castagni, Cappella di Tizzano e area archeologica di Frascole. |
| 9 | Dicomano - Pontassieve | 21 km | Strade rurali, uliveti e sentieri lungo la Sieve. |
| 10 | Pontassieve - Rosano - Firenze | 20,7 km | Abbazia di Rosano, boschi e arrivo al Museo Casa di Dante. |
Le tappe più interessanti del primo tratto
Brisighella merita una sosta più lunga della semplice notte. La Rocca, la Via degli Asini e il paesaggio della Vena del Gesso trasformano la terza e la quarta tappa in un passaggio culturale oltre che escursionistico. Io la considererei una delle basi migliori per inserire una giornata lenta nel programma.
La sesta tappa richiede invece una valutazione onesta delle proprie energie. I 23 chilometri non raccontano tutta la difficoltà, perché il percorso sale all’Eremo di Gamogna, raggiunge quote appenniniche e scende verso l’Acquacheta. Esiste una variante verso l’Eremo dei Toschi, indicata come 6 bis, lunga circa 24 chilometri ma con caratteristiche diverse.
Tra le alternative più utili c’è anche la tappa 3 bis, che passa da Faenza e raggiunge Brisighella con circa 28,5 chilometri. È una scelta interessante per chi preferisce aggiungere una città d’arte e la tradizione ceramica faentina, ma non la consiglierei a chi sta già affrontando il cammino con poca preparazione.
Il ritorno da Firenze attraversa il cuore del Casentino
Il tratto di ritorno è più vario dal punto di vista paesaggistico. Dopo Firenze si entra nei boschi di Vallombrosa e nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, tra pievi, castelli, eremi e crinali panoramici.
| Tappa | Percorso | Distanza indicativa | Elementi da non perdere |
|---|---|---|---|
| 11 | Firenze - Bigallo - Pieve Pitiana | 29,2 km | Boschi, strade selciate e colline dell’Arno. |
| 12 | Pieve Pitiana - Vallombrosa - Prato di Strada | 23,5 km | Abetine, Vallombrosa, Montemignaio e antichi selciati. |
| 13 | Prato di Strada - Casalino | 17,5 km | Possibili deviazioni verso Poppi, Romena, Pratovecchio e Porciano. |
| 14 | Casalino - Passo della Calla | 18,1 km | Eremo di Camaldoli, faggete e abetaie d’altura. |
| 15 | Passo della Calla - Premilcuore | 20,6 km | Crinali, cascate, Fiumicello e valle del Rabbi. |
| 16 | Premilcuore - Portico di Romagna | 9,6 km | Tappa breve nel bosco, con arrivo nel borgo medievale. |
| 17 | Portico di Romagna - Dovadola | 27,5 km | Monte Busca, crinali e strade rurali dell’Appennino romagnolo. |
| 18 | Dovadola - Castrocaro - Forlì | 22,6 km | Castello di Castrocaro, Terra del Sole e parco fluviale del Montone. |
| 19 | Forlì - Ponte Passo Vico | 15,3 km | Percorso prevalentemente lungo l’argine del Montone. |
| 20 | Ponte Passo Vico - Ravenna | 19 km | Rientro a Ravenna lungo il fiume e conclusione alla tomba di Dante. |
La tappa 13 è quella che offre più libertà di scelta. Il percorso può essere arricchito con Poppi e il Castello dei Conti Guidi, oppure con la Pieve e il Castello di Romena, luoghi fortemente legati alla memoria dantesca del Casentino. In pratica, conviene decidere prima se dare priorità alla distanza più breve o alle visite culturali.
La quattordicesima tappa porta verso il Passo della Calla e l’Eremo di Camaldoli. Qui il carattere del cammino cambia nettamente: diminuiscono i paesi e aumentano bosco, quota e silenzio. È uno dei tratti più belli, ma anche quello in cui il meteo può modificare rapidamente la difficoltà percepita.
La sedicesima tappa, lunga appena 9,6 chilometri, è utile per recuperare dopo le giornate più dure. Non bisogna però pensare che tutto il ritorno sia semplice: la diciassettesima arriva a 27,5 chilometri e richiede ancora gambe allenate prima della discesa verso Dovadola.
Quali tappe sono adatte a chi cammina per la prima volta
Non considero il Cammino di Dante un percorso estremo, ma nemmeno una semplice passeggiata tra borghi. Le prime tre tappe sono generalmente più gestibili, mentre le sezioni appenniniche richiedono continuità, scarpe affidabili e la capacità di camminare per 6-8 ore in una giornata, pause comprese.
- Più facili: Ravenna-Ponte Passo Vico, Ponte Passo Vico-Oriolo dei Fichi e Oriolo dei Fichi-Brisighella.
- Intermedie: Monte Romano-Marradi, San Benedetto-San Godenzo, San Godenzo-Dicomano e Dicomano-Pontassieve.
- Più impegnative: Marradi-San Benedetto in Alpe, Firenze-Pieve Pitiana, Prato di Strada-Casalino e Portico di Romagna-Dovadola.
- Più brevi: Premilcuore-Portico di Romagna, che può diventare una giornata di recupero.
Il mio consiglio è non trasformare ogni giornata in una gara. Se una tappa supera i 25 chilometri, oppure presenta molte salite e discese, preferisco spezzarla con una variante o prevedere un pernottamento intermedio. Il cammino si apprezza di più quando resta spazio per visitare una pieve, fermarsi in un agriturismo o parlare con chi vive nei paesi attraversati.
La mountain bike è possibile solo per ciclisti esperti, perché alcuni tratti presentano sentieri stretti, fondo irregolare e dislivelli poco adatti a chi non conosce la bici fuori strada. Per la maggior parte dei viandanti, il trekking a piedi resta la scelta più equilibrata.
Come organizzare pernottamenti, stagione e attrezzatura
Le strutture lungo il percorso non sono distribuite come sulle vie di pellegrinaggio più frequentate. In molti paesi si trovano agriturismi, piccoli alberghi, affittacamere e ospitalità rurale, ma i posti possono essere limitati. La prenotazione va fatta con 2-3 settimane di anticipo; per luglio e agosto è più prudente muoversi circa due mesi prima.
Gli agriturismi sono particolarmente adatti a questo cammino perché permettono di recuperare dopo le tappe appenniniche e di conoscere la cucina locale. Prima di confermare, chiederei sempre se la struttura offre la cena, se prepara una colazione mattutina e quanto dista realmente dal tracciato. Un alloggio a pochi chilometri dal percorso può cambiare in modo sostanziale la lunghezza della giornata.
Il periodo migliore
Il periodo generalmente più favorevole va da maggio a ottobre. Maggio e giugno offrono temperature piacevoli e una natura rigogliosa, mentre settembre è spesso il mese più equilibrato per luce, clima e affluenza. In piena estate le zone esposte e i tratti pianeggianti possono diventare caldi, quindi conviene partire presto.
In autunno i boschi del Casentino sono splendidi, ma pioggia, fango e giornate più corte impongono maggiore prudenza. Prima di affrontare le tappe alte, controllerei sempre le condizioni dei sentieri e l’apertura delle strutture, perché un percorso praticabile sulla carta può diventare molto più lento dopo un temporale.
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Cosa mettere nello zaino
- Scarponcini già rodati con buona aderenza.
- Una borraccia o sacca d’acqua con almeno 1,5-2 litri nei tratti più isolati.
- Giacca impermeabile, strato caldo e coprizaino anche in estate.
- Traccia GPX, cartoguida, telefono carico e batteria esterna.
- Kit per vesciche, cerotti, crema solare e lampada frontale.
- Contanti di emergenza, perché nei piccoli borghi i pagamenti elettronici non sono sempre garantiti.
La segnaletica aiuta, ma non sostituisce la navigazione. In alcuni passaggi nel bosco un bivio poco evidente può far perdere tempo, soprattutto quando il tracciato coincide solo per un breve tratto con sentieri CAI o strade locali. Portare una mappa offline è una precauzione semplice che, secondo me, fa davvero la differenza.
Le varianti brevi per vivere il cammino senza percorrerlo tutto
Non è necessario dedicare tre settimane al percorso completo. Il cosiddetto Anello Romagnolo può essere organizzato in circa 13 giornate partendo e tornando a Ravenna, mentre l’Anello Toscano richiede circa 8 giorni con partenza e arrivo a Firenze.
Esiste anche un collegamento attraverso Castagno d’Andrea, che unisce l’area romagnola a quella toscana. Questa variante allunga il passaggio tra San Benedetto, Castagno d’Andrea e Dicomano, ma offre boschi di castagni e un’esperienza più raccolta nel territorio del Falterona.
A Ravenna si può aggiungere il percorso ad anello tra Pineta di Classe, Lido di Dante e la città, lungo circa 23,8 chilometri. Non è una tappa necessaria per completare l’anello principale, ma è una buona estensione per chi vuole concludere il viaggio con la pineta, il mare e la Basilica di Sant’Apollinare in Classe.
Il modo migliore per scegliere le tappe del Cammino di Dante
Per un primo viaggio sceglierei almeno 10-12 giorni, lasciando un margine per il maltempo e per le visite. Chi ha poco tempo può concentrarsi su Brisighella-Marradi-San Godenzo, sul tratto toscano verso Firenze oppure sul Casentino tra Poppi, Romena, Camaldoli e il Passo della Calla.
La vera ricchezza di questo itinerario non sta soltanto nel numero dei chilometri. Sta nel passaggio graduale dalle città d’arte alle campagne, dai castelli alle foreste, fino ai piccoli centri dove l’accoglienza rurale conserva ancora un ritmo umano. Organizzando le giornate con realismo, il Cammino di Dante diventa un viaggio completo tra letteratura, natura, borghi e tradizioni italiane, non una semplice sequenza di arrivi e partenze.