Quando si sale da Limone Piemonte verso i duemila metri, la montagna cambia volto: la strada bianca segue il confine, passa accanto a vecchi forti e apre lo sguardo dalle Alpi al Mar Ligure. La Via del Sale in Piemonte è un itinerario da vivere con calma, scegliendo tra trekking, mountain bike e percorsi più lunghi verso i borghi liguri. Qui trovi informazioni su tracciato, difficoltà, periodo migliore, accessi, pernottamenti ed equipaggiamento.
La strada storica che unisce Limone Piemonte al mare
- Tracciato principale di circa 30,5 km tra Limone Piemonte e Monesi di Triora.
- Quota elevata tra 1.800 e 2.100 metri, con un punto massimo intorno ai 2.230 metri.
- Periodo consigliato da fine primavera all’autunno, dopo lo scioglimento della neve.
- Accesso libero per escursionisti; nel 2026 le bici pagano un ticket simbolico di 1 euro.
- Fondo sterrato, meteo variabile e pochi punti d’acqua richiedono una preparazione adeguata.

Che cos’è davvero l’Alta Via del Sale
Il nome può creare un po’ di confusione, perché in Piemonte e Liguria esistono diverse antiche vie del sale. Non si trattava di un unico sentiero, ma di una rete di mulattiere e valichi usata per trasportare il sale dalla costa ligure verso le zone interne, insieme ad altri prodotti e merci.
Oggi, quando si parla dell’Alta Via del Sale, ci si riferisce soprattutto alla strada ex militare che collega Limone Piemonte, nel Cuneese, con Monesi di Triora, nell’entroterra ligure. Il percorso corre vicino al confine italo-francese e attraversa le Alpi Marittime e le Alpi Liguri.
La parte principale misura circa 30,5 km da casello a casello. La strada è completamente sterrata e si muove generalmente tra i 1.800 e i 2.100 metri di quota, con tornanti esposti, brevi tratti scavati nella roccia e lunghi saliscendi.
La definizione di “cammino” va quindi interpretata con attenzione. Non è un sentiero pedonale continuo con servizi frequenti, ma una strada d’alta quota condivisa da camminatori, ciclisti e mezzi autorizzati. Per me è proprio questa natura ibrida a renderla particolare, ma anche meno adatta a chi cerca un trekking facile e perfettamente segnalato.
Il percorso tra forti, carsene e boschi d’alta quota
Il punto di partenza più noto è Limone Piemonte. Da qui si sale verso il Colle di Tenda, valico storico che mette in comunicazione la valle Vermenagna con la valle Roya. Prima di imboccare il tratto sterrato si possono osservare le fortificazioni ottocentesche, tra cui il Forte Centrale, costruite per controllare il passaggio alpino.
Superato il colle, il paesaggio diventa più severo e aperto. Il tratto verso il Colle della Boaria è uno dei più fotografati per il celebre tornante sostenuto da una massicciata in pietra, mentre la zona delle Carsene sorprende per le rocce chiare, le doline e le forme quasi lunari create dai fenomeni carsici.
Il percorso prosegue verso il Colle dei Signori e il Rifugio Don Barbera, situato a circa 2.079 metri ai piedi del Marguareis. È il punto d’appoggio più utile per chi vuole trasformare la traversata in un itinerario di più giorni, anche se l’apertura e la disponibilità dei posti vanno verificate in anticipo.
Dalla zona del rifugio si raggiungono il Passo di Framargal, il Passo Tanarello e il Bosco delle Navette. Quest’ultimo offre un cambio di scenario netto, con larici e abeti che sostituiscono gli ambienti rocciosi d’alta quota. Più avanti, attraverso il Parco Naturale delle Alpi Liguri, si può scendere verso Monesi, Triora, Pigna o Ventimiglia secondo la variante scelta.
| Variante | Caratteristiche | Adatta a |
|---|---|---|
| Limone Piemonte e Colle di Tenda | Accesso ai forti e primo tratto panoramico | Escursione breve o introduzione al percorso |
| Colle di Tenda e Rifugio Don Barbera | Carsene, Colle della Boaria e saliscendi oltre i 2.000 metri | Escursionisti allenati |
| Don Barbera e Monesi | Passo Tanarello, Bosco delle Navette e strade militari | Trekking di più giorni e mountain bike |
| Monesi e borghi liguri | Discesa verso Triora, Pigna o Ventimiglia | Chi vuole prolungare il cammino fino al mare |
Non esiste una sola versione obbligatoria della traversata fino a Ventimiglia. Le mappe locali propongono collegamenti differenti, spesso con tratti asfaltati, varianti francesi e sentieri secondari. Per questo consiglio di distinguere sempre la tratta principale Limone-Monesi dal cammino più lungo che arriva al mare.
Quanti giorni servono e quale difficoltà aspettarsi
Per percorrere solo la strada d’alta quota, due giornate possono bastare a chi è abituato alla montagna. Per un trekking più piacevole, con tempo per visitare i forti e fermarsi nei borghi, sceglierei invece tre giorni, soprattutto se si parte dal centro di Limone e non direttamente dal Colle di Tenda.
La prima tappa può concentrarsi sull’avvicinamento al colle e sulle fortificazioni. La seconda porta verso il Rifugio Don Barbera, mentre la terza segue il Passo Tanarello fino a Monesi o scende verso una delle località liguri. Questa divisione riduce il rischio di trasformare il cammino in una lunga marcia senza pause.
Una traccia escursionistica descrive la giornata Limone-Don Barbera come un itinerario di circa 31 km con 1.600 metri di salita e quota massima intorno ai 2.230 metri. È un dato utile per capire l’impegno reale: per molti escursionisti non è una tappa ragionevole da affrontare senza un ottimo allenamento.
La difficoltà non dipende soltanto dal dislivello. Il fondo può essere smosso, alcuni passaggi sono esposti e il percorso non offre segnaletica dedicata continua. Io non partirei mai facendo affidamento solo sul panorama: servono traccia GPS, cartografia e un piano alternativo in caso di nebbia o temporale.
Quando partire e come organizzare l’accesso
La stagione utile comincia dopo lo scioglimento della neve e si concentra normalmente tra l’estate e l’inizio dell’autunno. Luglio e agosto garantiscono giornate lunghe, ma possono essere più affollati e caldi nei tratti esposti. Giugno e settembre sono spesso più piacevoli, purché il gestore confermi l’apertura e le condizioni del fondo.
Per il 2026, il portale ufficiale indica l’accesso dalle 8 alle 20, con ultimo ingresso alle 18. Il martedì e il giovedì la strada è chiusa al traffico motorizzato e riservata a pedoni e ciclisti, una condizione che rende queste giornate particolarmente interessanti per chi cammina.
Gli escursionisti possono accedere liberamente. Per biciclette ed e-bike è previsto nel 2026 un contributo simbolico di 1 euro, mentre i mezzi motorizzati devono acquistare il ticket d’ingresso. Le modalità possono variare in base alla porta utilizzata, quindi è prudente controllare sempre il calendario prima di partire.
Gli accessi principali comprendono Limone Piemonte, Upega di Briga Alta, Triora, Pigna, La Brigue e Tenda. Per chi arriva in auto, organizzare il rientro è essenziale, perché partenza e arrivo possono trovarsi in vallate diverse e i collegamenti pubblici non sono frequenti.
Il Rifugio Don Barbera è il riferimento naturale per la traversata, mentre nella zona del Colle Melosa si trovano altre strutture utili per spezzare il percorso. Le sistemazioni sono limitate rispetto ai cammini più conosciuti, perciò prenoterei con diverse settimane di anticipo nei fine settimana estivi.
Che cosa mettere nello zaino senza appesantirsi
La strada può sembrare semplice perché è larga e in molti punti carrabile, ma l’altitudine cambia completamente la valutazione. Anche in piena estate il vento può essere freddo, mentre un temporale modifica rapidamente visibilità e condizioni del fondo.
- Scarponcini da trekking con suola scolpita, preferibilmente impermeabili.
- Abbigliamento a strati, con guscio antivento e antipioggia.
- Almeno 2 litri d’acqua a persona, perché le fonti sono poche e non sempre affidabili.
- Traccia GPS e cartina scaricata anche offline.
- Crema solare, cappello, occhiali da sole e piccolo kit di primo soccorso.
- Power bank, lampada frontale e una quota di contante per le strutture più isolate.
Chi affronta il percorso in mountain bike dovrebbe preferire una MTB biammortizzata, soprattutto nei tratti con pietre e scalini rocciosi. L’e-bike amplia le possibilità, ma richiede una gestione attenta della batteria: il dislivello, il peso dello zaino e la distanza dai punti di ricarica possono diventare un problema.
Per le auto e le moto il fondo non è quello di una strada asfaltata panoramica. La carreggiata è stretta in vari punti e può esserci traffico in senso opposto, quindi la prudenza conta più della velocità. Io eviterei di affrontare il percorso con un mezzo non adatto allo sterrato o in condizioni meteo instabili.
Perché vale la pena collegare il cammino ai borghi
La forza di questo itinerario non sta soltanto nei panorami. Il percorso attraversa un territorio di confine dove si incontrano fortificazioni, tradizioni alpine, cultura ligure e paesaggi rurali, elementi che meritano almeno una sosta più lunga di una semplice fotografia.
Limone Piemonte è la base più pratica per iniziare, con servizi, collegamenti ferroviari e strutture ricettive. Upega e Briga Alta offrono invece un’atmosfera più appartata, legata agli alpeggi e alla vita delle alte valli. Sono luoghi adatti a chi preferisce dormire in una struttura rurale e partire presto per il percorso.
Triora aggiunge una forte componente storica e culturale, mentre Pigna conserva il carattere di borgo dell’entroterra ligure. Scendendo verso il mare, il paesaggio cambia ancora, con boschi, uliveti e piccoli centri dove recuperare energie attraverso formaggi d’alpeggio, miele, polenta e cucina ligure.
È qui che, secondo me, l’esperienza diventa più completa. Una notte in agriturismo prima o dopo la traversata permette di rallentare, conoscere i produttori locali e capire che la strada non è solo un collegamento tra due punti, ma il filo che unisce montagne e comunità.
Il modo migliore per vivere la Via del Sale
La scelta più equilibrata è dedicare almeno due o tre giorni alla tratta principale, verificando prima apertura, meteo, disponibilità dei rifugi e modalità di rientro. Chi non ha esperienza di alta montagna può limitarsi ai tratti vicino al Colle di Tenda oppure affidarsi a una guida locale.
Il percorso ripaga chi accetta ritmi lenti e qualche imprevisto. Non lo consiglierei a chi cerca un cammino con segnaletica capillare, fonti frequenti e tappe standardizzate, ma lo considero eccellente per chi vuole unire storia militare, natura carsica e borghi rurali in un’unica esperienza.
Prima di partire controlla sempre gli aggiornamenti del gestore, le condizioni della strada e l’apertura delle strutture. Con una preparazione realistica, l’Alta Via del Sale offre uno dei passaggi più suggestivi tra le Alpi piemontesi e il Mediterraneo, con la rara sensazione di camminare davvero tra due mondi.