Scegliere tra costa, borghi dell’entroterra e sentieri a picco sull’Adriatico cambia completamente l’esperienza del Cammino del Salento. Qui trovi le tappe aggiornate, le distanze indicative, i punti più interessanti, le differenze tra i due itinerari e le informazioni utili per organizzare il viaggio senza sottovalutare caldo, terreno e logistica.
Le informazioni essenziali per organizzare il percorso
- Via del Mare: circa 115 km divisi in 5 tappe da Lecce a Santa Maria di Leuca.
- Via dei Borghi: circa 135 km in 6 tappe, ma indicata come chiusa per il 2026.
- Le tappe più lunghe misurano tra 22 e 26 km e richiedono una buona preparazione.
- Il tratto più spettacolare segue la costa da Otranto a Leuca.
- Per il percorso aggiornato conviene controllare traccia GPX, segnaletica e condizioni dei sentieri prima della partenza.

Le due varianti del Cammino del Salento
Il percorso collega Lecce a Santa Maria di Leuca, attraversando città d’arte, campagne punteggiate da ulivi, piccoli borghi e una delle coste più suggestive della Puglia. Le due varianti partono da Porta Napoli, nel centro storico di Lecce, ma seguono direzioni diverse prima di ricongiungersi a Otranto.
| Itinerario | Distanza | Tappe | Paesaggio dominante |
|---|---|---|---|
| Via del Mare | Circa 115 km | 5 | Costa, pinete, spiagge e falesie |
| Via dei Borghi | Circa 135 km | 6 | Entroterra, borghi, ulivi e costa |
La Via del Mare è l’opzione di riferimento per il 2026, perché il gestore del cammino segnala la Via dei Borghi come temporaneamente chiusa per lavori di miglioramento del tracciato. Questo dettaglio è importante: alcuni itinerari pubblicati online continuano a presentare entrambe le varianti come normalmente percorribili, ma prima di prenotare è meglio verificare la situazione aggiornata.
Dal punto di vista fisico, non è un cammino alpino. Le difficoltà nascono soprattutto dalla lunghezza delle giornate, dal sole e da alcuni tratti rocciosi costieri. Io considero più impegnativa la continuità dello sforzo che il dislivello, soprattutto quando si cammina con uno zaino pieno e temperature elevate.
Le cinque tappe della Via del Mare
Questa variante raggiunge l’Adriatico già nella prima giornata e prosegue quasi sempre tra sentieri costieri, pinete e strade rurali. È la scelta più intuitiva per chi vuole vivere il Salento attraverso il mare, anche se non bisogna immaginarla come una passeggiata sempre pianeggiante e semplice.
1. Lecce - San Foca
Distanza indicativa: 25 km. Il percorso parte da Porta Napoli, attraversa il centro barocco di Lecce e prosegue verso Merine e Acaya, uno dei migliori esempi di borgo fortificato del Salento. Dopo la campagna si raggiunge la Riserva naturale delle Cesine, dove il paesaggio cambia e compare finalmente la costa.
Il terreno alterna asfalto e sterrato, con un tempo medio di circa 6 ore. Acaya merita una breve deviazione, mentre nella parte finale bisogna proteggersi bene dal sole perché i tratti ombreggiati non sono continui.
2. San Foca - Otranto
Distanza indicativa: 24,6 km. È una delle giornate più ricche di immagini memorabili. Si passa da Roca Vecchia e dalla Grotta della Poesia, da Torre dell’Orso, dai faraglioni delle Due Sorelle, da Torre Sant’Andrea e dalla pineta degli Alimini.
Il fondo è prevalentemente sterrato e il tempo di percorrenza si aggira sulle 6 ore e mezza. Spiagge e pinete rendono questa tappa bellissima, ma anche più lenta del previsto: fermarsi spesso per fotografie, bagno o ristoro può trasformare una giornata già lunga in un arrivo serale.
3. Otranto - Santa Cesarea Terme
Distanza indicativa: 22,6 km. Da Otranto si segue la costa verso Torre del Serpe, la cava di bauxite, il faro di Punta Palascia e Torre Sant’Emiliano. Il cammino raggiunge poi Porto Badisco, località legata al mito dello sbarco di Enea, prima di terminare a Santa Cesarea Terme.
La tappa richiede circa 6 ore e presenta un fondo misto di sterrato e asfalto. Il faro di Punta Palascia è uno dei punti più orientali d’Italia e offre un riferimento geografico concreto, non solo una bella fotografia. Qui consiglio di partire presto, perché diversi tratti esposti lasciano poco riparo nelle ore centrali.
4. Santa Cesarea Terme - Marina Serra
Distanza indicativa: 24 km. Dopo Porto Miggiano, il percorso continua verso Castro Marina, la cala dell’Acquaviva e Tricase Porto. L’arrivo a Marina Serra introduce una delle piscine naturali più conosciute della costa salentina.
Il terreno è misto e il tempo medio è di circa 6 ore. Un passaggio di circa 2 km vicino a Castro può risultare scomodo con lo zaino, soprattutto sulla scogliera. In caso di fondo bagnato, preferisco seguire la variante su strada asfaltata indicata dal tracciato, anche se meno panoramica.
5. Marina Serra - Santa Maria di Leuca
Distanza indicativa: circa 20 km. È la tappa finale e porta verso il Sentiero del Nemico, Marina di Novaglie, il Sentiero delle Cipolliane e l’insenatura del Ciolo. Il Ponte Ciolo, sospeso a circa 40 metri sul livello del mare, annuncia uno dei passaggi più scenografici dell’intero cammino.
Il fondo alterna sterrato, asfalto, scalinate e tratti rocciosi. In caso di pioggia intensa è prudente evitare il canyon del Ciolo e proseguire sulla strada costiera. A Santa Maria di Leuca il traguardo tradizionale è il Santuario de Finibus Terrae, raggiungibile salendo i 284 gradini della cascata monumentale.
Le sei tappe della Via dei Borghi
La Via dei Borghi è più lunga e culturalmente molto ricca. Nei primi tre giorni attraversa la Grecìa Salentina, tra masserie, muretti a secco, frantoi ipogei e paesi in cui sopravvive il griko, antica lingua di origine ellenica.
Per il 2026 il tracciato è indicato come chiuso e in fase di miglioramento. Le tappe restano comunque utili per capire la struttura dell’itinerario e per chi programmerà il viaggio dopo la sua riapertura ufficiale.
| Tappa | Percorso | Distanza indicativa | Elementi principali |
|---|---|---|---|
| 1 | Lecce - Sternatia | 21,7 km | San Cesario, Galugnano, frantoio ipogeo di Sternatia |
| 2 | Sternatia - Corigliano d’Otranto | 20 km | Soleto, Galatina, Basilica di Santa Caterina |
| 3 | Corigliano d’Otranto - Otranto | 26,5 km | Melpignano, Cursi, Giurdignano, Valle dell’Idro |
| 4 | Otranto - Santa Cesarea Terme | 22,6 km | Punta Palascia, Porto Badisco, Torre Sant’Emiliano |
| 5 | Santa Cesarea Terme - Marina Serra | 24 km | Castro, Acquaviva, Tricase Porto |
| 6 | Marina Serra - Santa Maria di Leuca | 22,3 km | Cipolliane, Ciolo, Gagliano del Capo, Leuca |
La prima tappa è prevalentemente asfaltata e attraversa località legate alla cultura rurale e alla lavorazione dell’olio. La seconda è ideale per chi ama arte e tradizioni, perché unisce Soleto, Galatina e Corigliano d’Otranto in una sola giornata.
La terza è la più lunga, con circa 26,5 km, e conduce finalmente a Otranto. Da qui in avanti la Via dei Borghi coincide con la parte costiera dell’altro itinerario, quindi ritrova grotte, torri, calette e sentieri panoramici.
Quale itinerario scegliere in base al proprio viaggio
La scelta non dipende soltanto dal numero di chilometri. La Via del Mare è più adatta a chi desidera un’esperienza prevalentemente naturalistica e vuole raggiungere rapidamente spiagge, pinete e scogliere. La Via dei Borghi offre invece un rapporto più intenso con la storia agricola e la cultura dell’entroterra, ma nel 2026 non va considerata una soluzione disponibile senza ulteriori verifiche.
| Se desideri... | Scelta più adatta |
|---|---|
| Camminare vicino al mare fin dall’inizio | Via del Mare |
| Visitare Galatina, Soleto e Corigliano d’Otranto | Via dei Borghi |
| Concludere il viaggio in 5 giorni | Via del Mare |
| Alternare borghi, campagne e costa | Via dei Borghi |
| Partire nel 2026 con un tracciato operativo | Verificare la Via del Mare |
Non consiglierei di scegliere la Via del Mare soltanto perché è più breve. La seconda tappa, per esempio, è molto esposta e ricca di deviazioni naturali; la quinta presenta passaggi costieri che richiedono attenzione. La distanza giornaliera resta sempre intorno ai 20-25 km, quindi serve una condizione fisica discreta anche se il dislivello non è paragonabile a quello di altri cammini italiani.
Come organizzare le giornate senza arrivare stanchi
Quando partire
La primavera e l’inizio dell’autunno sono generalmente i periodi più equilibrati. In estate il mare è splendido, ma il caldo può diventare il vero ostacolo, soprattutto nei tratti senza ombra. Partire alle prime luci consente di affrontare le ore più dure quando si è ancora freschi.
In inverno il percorso può essere piacevole nelle giornate limpide, ma pioggia e vento rendono più delicati i sentieri costieri. Prima di affrontare il Ciolo o i passaggi sulla scogliera conviene controllare meteo, mare e condizioni del terreno.
Cosa portare
- Scarpe da trekking già utilizzate, con buona aderenza su roccia e sterrato.
- Almeno 1,5-2 litri d’acqua per persona, aumentando la quantità nei mesi caldi.
- Cappello, crema solare, occhiali da sole e una maglia leggera a maniche lunghe.
- Power bank e telefono con traccia GPX scaricata anche offline.
- Un piccolo kit per vesciche, perché le giornate da 6-7 ore mettono alla prova i piedi.
Il peso dello zaino fa una differenza enorme. Se si utilizza il servizio di trasporto bagagli, è possibile camminare con uno zaino leggero e concentrarsi meglio sul paesaggio. In autonomia, invece, bisogna verificare con attenzione dove acquistare acqua e cibo, perché non tutti i tratti hanno servizi aperti durante l’intera giornata.
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Dove dormire e come gestire i trasferimenti
Le località di fine tappa offrono strutture diverse, dagli affittacamere ai bed and breakfast, fino agli agriturismi nelle campagne. Prenotare con anticipo è particolarmente utile nei periodi di maggiore affluenza, quando la disponibilità nei piccoli centri può ridursi rapidamente.
Chi viaggia senza auto dovrebbe pianificare anche il ritorno da Santa Maria di Leuca. I collegamenti possono variare in base alla stagione e non sempre permettono di rientrare velocemente a Lecce. Per questo considero pratico lasciare un giorno aggiuntivo di margine, soprattutto se il viaggio deve rispettare orari ferroviari o aerei.
Gli errori che possono rovinare l’esperienza
Il primo errore è trattare il percorso come una semplice vacanza al mare. Le soste sono invitanti, ma ogni bagno o deviazione aumenta i tempi e può costringere a percorrere gli ultimi chilometri con poca luce.
Un altro problema frequente è partire con scarpe nuove o troppo leggere. I sentieri costieri comprendono pietre irregolari, scalinate e superfici che possono diventare scivolose. Meglio rinunciare a qualche grammo e scegliere stabilità e protezione.
Infine, non bisogna affidarsi esclusivamente a vecchie mappe trovate online. I tracciati possono cambiare per lavori, proprietà private, erosione o condizioni di sicurezza. Nel 2026 la chiusura della Via dei Borghi dimostra quanto sia importante consultare le informazioni ufficiali poco prima della partenza.
Come vivere davvero il Salento passo dopo passo
Il modo migliore per affrontare il cammino è alternare il ritmo della marcia alla scoperta del territorio. A Lecce guarderei il barocco, nell’entroterra mi fermerei in un frantoio ipogeo o in una piazza di paese, mentre sulla costa lascerei spazio a soste più lente davanti alle torri e alle calette.
Per una partenza nel 2026, la scelta più concreta è verificare la disponibilità della Via del Mare in 5 tappe, controllando traccia aggiornata, alloggi e collegamenti. La Via dei Borghi resta una splendida alternativa culturale, ma sarà da programmare solo dopo la conferma della riapertura del percorso.