La parte più delicata nell’organizzare il Cammino del Tigullio non è scegliere il panorama più bello, ma trovare un letto comodo alla fine di ogni tappa. Il percorso ad anello parte e ritorna a Chiavari, attraversa Montallegro, l’entroterra di Rapallo, il Monte di Portofino e Santa Margherita Ligure: qui trovi una guida pratica alle località dove fermarti, alle strutture più adatte e agli errori da evitare nelle prenotazioni.
La soluzione più pratica per organizzare le notti
- Durata consigliata: 5 tappe e 4 pernottamenti, con partenza e arrivo a Chiavari.
- Notte più delicata: Montallegro offre meno scelta rispetto alle località costiere.
- Base alternativa: Rapallo è utile per trovare più hotel, B&B, ristoranti e collegamenti.
- Scelta rurale: agriturismi e affittacamere nell’entroterra regalano più tranquillità, ma spesso richiedono un trasferimento.
- Prenotazione: va confermata con anticipo soprattutto tra maggio e settembre e nei fine settimana.

Dove conviene fermarsi lungo il Cammino del Tigullio
Il percorso misura circa 65 chilometri e viene normalmente diviso in cinque tappe. La sequenza più pratica prevede una notte a Montallegro, una nell’area di Rapallo, una nei dintorni di San Lorenzo della Costa e una a Santa Margherita Ligure, lasciando Chiavari come punto di partenza e arrivo.
Questa organizzazione segue la logica del cammino, ma non obbliga a dormire esattamente nel punto indicato dalla traccia. Anzi, in alcuni casi conviene scegliere un centro più grande e usare un breve taxi o un autobus locale. La disponibilità reale degli alloggi conta più della distanza teorica indicata sulla mappa.
Chiavari
Chiavari è il punto migliore per la prima o l’ultima notte. Ha una stazione ferroviaria, numerosi B&B, hotel, appartamenti e ristoranti, oltre a servizi utili per chi deve acquistare acqua, cibo o attrezzatura.
Dormire qui prima della partenza permette di iniziare senza trasferimenti mattutini. Per l’ultima notte è ancora più comodo, perché consente di recuperare con calma l’auto o il treno. Io la sceglierei anche per chi preferisce lasciare il bagaglio principale in una struttura e portare nello zaino solo il necessario.
Montallegro
Montallegro è la fermata più caratteristica della prima giornata, ma anche una delle più limitate dal punto di vista ricettivo. Il santuario si trova a circa 612 metri di quota, lontano dalla concentrazione di strutture della costa, quindi è prudente verificare subito disponibilità, orari di arrivo e possibilità di cena.
Qui si trovano appoggi legati al santuario e alcune soluzioni ricettive di piccole dimensioni. Non darei per scontato di poter arrivare senza prenotazione, soprattutto nei periodi affollati. Se non trovi posto, Rapallo può diventare la base alternativa, ma serve organizzare il trasferimento e valutare bene l’orario della tappa successiva.
Rapallo e San Pietro di Novella
La seconda tappa termina nell’area di San Pietro di Novella, dopo il passaggio dal Monte Pegge e dal Manico del Lume. È una zona più tranquilla e rurale, mentre Rapallo offre una scelta molto più ampia di hotel, affittacamere e appartamenti.
La soluzione più semplice consiste nel cercare un alloggio a Rapallo e concordare un trasferimento dall’arrivo della tappa. Bisogna però considerare che la seconda giornata è la più impegnativa, circa 16 chilometri e 6 ore di cammino, con una discesa ripida verso Chignero. Arrivare tardi e dover aspettare a lungo un passaggio non è il modo migliore per concludere la giornata.
San Lorenzo della Costa e Santa Margherita Ligure
San Lorenzo della Costa è una fermata funzionale per chi segue l’itinerario in cinque giornate. La zona è più raccolta e silenziosa rispetto alla costa, ma la scelta degli alloggi può essere ridotta. Santa Margherita Ligure, invece, è più costosa ma offre servizi, ristoranti e collegamenti migliori.
Per visitare il Monte di Portofino, San Fruttuoso e Portofino, preferisco dormire sulla costa e affrontare la tappa come escursione giornaliera. San Fruttuoso non va considerata automaticamente come base per la notte: è una località isolata, con collegamenti marittimi soggetti a condizioni del mare e orari stagionali.
| Zona | Quando sceglierla | Vantaggio principale | Limite |
|---|---|---|---|
| Chiavari | Prima e ultima notte | Treni, servizi e ampia scelta | Meno immersa nella natura |
| Montallegro | Dopo la prima tappa | Atmosfera spirituale e panoramica | Pochi alloggi e servizi limitati |
| Rapallo | Dopo la tappa del Manico del Lume | Molte strutture e ristoranti | Possibile trasferimento da San Pietro di Novella |
| San Lorenzo della Costa | Prima della zona di Portofino | Posizione tranquilla e funzionale | Ricettività meno capillare |
| Santa Margherita Ligure | Dopo la tappa costiera | Servizi, mare e trasporti | Prezzi più alti in alta stagione |
Come distribuire le cinque tappe senza complicare il viaggio
Il programma classico è pensato per camminatori abituati a percorrere tra 12 e 16 chilometri al giorno. La prima tappa da Chiavari a Montallegro è di circa 12 chilometri e 5 ore, mentre la seconda richiede più allenamento per dislivello, terreno e discesa.
- Chiavari - Montallegro: pernottamento in quota, vicino al santuario.
- Montallegro - San Pietro di Novella: pernottamento nell’area di Rapallo, se necessario con trasferimento.
- San Pietro di Novella - San Lorenzo della Costa: scelta rurale o appoggio sulla costa.
- San Lorenzo della Costa - Santa Margherita Ligure: notte comoda a Santa Margherita, utile anche per la cena.
- Santa Margherita Ligure - Chiavari: rientro al punto di partenza tra Rapallo, Zoagli e le frazioni costiere.
Non tutti devono seguire questa divisione. Chi cammina lentamente può aggiungere una notte a Rapallo o Santa Margherita; chi è allenato può ridurre le soste, ma non consiglierei di comprimere la seconda tappa senza conoscere bene il terreno. Il dislivello e la qualità del fondo incidono più dei chilometri, soprattutto tra Manico del Lume e Chignero.
Quale tipo di alloggio scegliere
B&B e affittacamere
Sono spesso la soluzione più equilibrata per un cammino breve. Offrono una camera privata, colazione e un rapporto diretto con il gestore. Prima di prenotare chiederei sempre se la colazione è disponibile presto, se esiste uno spazio per asciugare gli indumenti e se l’arrivo dopo le 18 è accettato.
Un B&B sulla costa può costare indicativamente 70-130 euro per una camera doppia, mentre nei periodi di maggiore richiesta la cifra può salire. A Montallegro e nelle frazioni interne la scelta è più piccola, non necessariamente più economica.
Hotel e appartamenti
Gli hotel di Rapallo, Santa Margherita e Chiavari sono indicati per chi desidera reception, bagno privato e maggiore flessibilità. Gli appartamenti funzionano bene per coppie o piccoli gruppi, soprattutto quando si vuole cucinare e ridurre il costo delle cene.
Il loro limite è pratico. Un appartamento può richiedere check-in autonomo, cauzione e orari rigidi per la consegna delle chiavi. Dopo una giornata sui sentieri, preferisco una struttura con accesso semplice e comunicazione chiara, anche se costa qualche euro in più.
Agriturismi e ospitalità rurale
Per il carattere del Tigullio, l’agriturismo è una scelta particolarmente interessante. Permette di dormire tra uliveti, boschi e piccoli nuclei dell’entroterra, spesso con prodotti locali e cucina ligure. È l’opzione che consiglio a chi vuole vivere il territorio, non soltanto usarlo come corridoio tra una tappa e l’altra.
Bisogna però controllare la posizione con attenzione. Un agriturismo può trovarsi a pochi chilometri dalla traccia ma non essere raggiungibile facilmente a piedi, soprattutto la sera. Chiedere se il gestore offre il recupero dei camminatori può trasformare una sistemazione scomoda in un’ottima scelta.
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Rifugi e strutture semplici
Lungo il percorso si incontrano punti di ristoro e rifugi, ma non tutti garantiscono pernottamento. Il Galletto sul Monte Anchetta e il Rifugio Margherita presso il Monte Pegge sono utili come riferimenti per la sosta, ma non vanno automaticamente considerati hotel o dormitori.
Prima di contare su una struttura bisogna verificare apertura, posti letto, cena, acqua calda e modalità di prenotazione. Un punto ristoro non equivale a un posto dove dormire, ed è uno degli equivoci più frequenti nella pianificazione.
Come prenotare senza brutte sorprese
La ricerca dovrebbe partire dagli estremi delle tappe, ma con un margine di flessibilità di 2-5 chilometri. In pratica, conviene cercare prima Montallegro, San Pietro di Novella, Rapallo, San Lorenzo della Costa e Santa Margherita, poi valutare le località vicine.
- Controlla la distanza reale dal sentiero, non solo quella dal comune.
- Chiedi se la struttura accetta arrivi nel tardo pomeriggio.
- Verifica la presenza di ristorante, bar o alimentari nelle vicinanze.
- Domanda se è possibile lavare e asciugare piccoli indumenti.
- Conferma eventuali costi per colazione, tassa di soggiorno e trasferimenti.
- Salva il numero del gestore, perché in alcune frazioni la copertura telefonica può essere meno stabile.
Per una coppia, stimerei un budget medio di 90-180 euro a notte per una camera doppia con bagno privato. Le soluzioni più economiche possono scendere sotto questa fascia, mentre nei fine settimana estivi, a Santa Margherita e Portofino, è realistico incontrare prezzi superiori a 180-250 euro.
Il trasporto bagagli non è sempre incluso e non va dato per scontato come accade su cammini più organizzati. Se vuoi camminare leggero, chiedi in anticipo se il gestore collabora con un servizio locale o se può spostare il bagaglio alla tappa successiva. In caso contrario, prepara uno zaino da 6-8 chilogrammi, esclusa l’acqua.
Periodo, acqua e piccoli dettagli che cambiano la giornata
Il clima mite permette di percorrere il Cammino del Tigullio per buona parte dell’anno, indicativamente da marzo a dicembre. Primavera e autunno sono le stagioni più piacevoli per camminare, mentre luglio e agosto aggiungono il vantaggio del mare ma anche caldo, affollamento e tariffe più alte.
La disponibilità d’acqua non è uniforme. A Montallegro è importante partire con le borracce piene, perché nella tappa verso il Manico del Lume i punti di rifornimento sono pochi. Due litri per persona sono una dotazione prudente nelle giornate calde, da adattare alla temperatura e alla presenza dei punti acqua verificati.
La discesa dal Manico del Lume verso Chignero è il tratto che richiede più attenzione. Si perdono circa 400 metri di quota in poco tempo, su terreno ripido e tratti di antica scalinata in pietra. Scarpe da trekking, bastoncini e una prenotazione che non obblighi ad arrivare a un orario impossibile fanno una differenza concreta.
Il campeggio libero e il bivacco non sono una soluzione da improvvisare. Le regole possono variare tra aree protette, comuni e proprietà private, quindi chi viaggia in tenda deve informarsi prima e ottenere il consenso quando necessario. Per la maggior parte dei camminatori, dormire in struttura resta più semplice, soprattutto nelle zone del Monte di Portofino.
Una notte ben scelta rende più bello tutto il Tigullio
Per una prima esperienza sceglierei il programma in cinque tappe, con pernottamenti prenotati in anticipo e Rapallo come alternativa nel caso Montallegro o San Pietro di Novella siano completi. In questo modo si conserva il ritmo del cammino senza rinunciare a una cena ligure, a una doccia calda e alla possibilità di scoprire i borghi con calma.
La sistemazione migliore non è necessariamente quella più vicina alla traccia. È quella che permette di riposare davvero, mangiare senza complicazioni e ripartire presto. Nel Tigullio, questa combinazione spesso si trova alternando piccoli alloggi rurali nell’entroterra e centri costieri ben collegati.