Tre giorni tra torri medievali e strade bianche
- Itinerario consigliato da San Gimignano a Siena, passando per Colle Val d’Elsa e Monteriggioni.
- Distanza complessiva di circa 52 km, distribuita in tre giornate sostenibili.
- Tappa più impegnativa tra San Gimignano e Monteriggioni, da dividere in due giorni.
- Periodo migliore in primavera e autunno, evitando il caldo delle ore centrali.
- Budget indicativo da 45 a 90 euro al giorno a persona con ospitalità semplice.
La scelta che farei per un primo itinerario di tre giorni
La Via Francigena toscana offre diversi tratti percorribili in tre giorni. Io sceglierei però il segmento San Gimignano-Siena, perché concentra alcune delle immagini più riconoscibili del cammino: le torri medievali, le colline della Val d’Elsa, la cinta fortificata di Monteriggioni e l’arrivo in Piazza del Campo.
Il percorso ufficiale da San Gimignano a Monteriggioni misura circa 31 km ed è classificato come impegnativo. Percorrerlo tutto in una sola giornata è possibile per camminatori allenati, ma lascia poco spazio alle soste e rende difficile apprezzare davvero il territorio.| Giornata | Itinerario | Distanza indicativa | Impegno |
|---|---|---|---|
| 1 | San Gimignano - Colle Val d’Elsa | 15-16 km | Medio |
| 2 | Colle Val d’Elsa - Monteriggioni | 15-16 km | Medio |
| 3 | Monteriggioni - Siena | 20,6 km | Medio |
Questa divisione richiede di prenotare un alloggio a Colle Val d’Elsa, ma secondo me è il compromesso migliore. Chi preferisce seguire le tappe ufficiali senza modificarle può fare San Gimignano-Monteriggioni in un giorno e Monteriggioni-Siena il giorno successivo, ma in quel caso servono almeno due giornate piene solo per il tratto finale.
Giorno 1 da San Gimignano a Colle Val d’Elsa
Il primo giorno parte nel cuore di San Gimignano, uno dei borghi più famosi della Toscana. Prima di mettersi in cammino, concederei almeno un’ora alla collegiata, alle piazze del centro e a una passeggiata lungo le mura. Partire troppo tardi è l’errore più comune, soprattutto nei mesi caldi.
Lasciate le torri, il percorso entra rapidamente in un paesaggio fatto di vigneti, cipressi e strade bianche. Si cammina tra saliscendi moderati e tratti rurali, con poche occasioni per acquistare acqua o cibo. Per questo partirei con almeno 1,5 litri d’acqua e una piccola riserva alimentare.
Perché fermarsi a Colle Val d’Elsa
Colle Val d’Elsa è una sosta molto più interessante di quanto suggerisca il suo ruolo logistico. Il borgo alto conserva scorci medievali, mentre la parte bassa racconta la tradizione locale del cristallo e offre più servizi rispetto a molte località rurali attraversate dalla Francigena.
La tappa ufficiale prosegue fino a Monteriggioni, ma Colle si trova circa a metà del percorso ed è quindi il punto naturale per pernottare. Io sceglierei una struttura nel centro o nelle sue immediate vicinanze, così da poter cenare senza aggiungere trasferimenti dopo la camminata.
Giorno 2 da Colle Val d’Elsa a Monteriggioni
La seconda giornata è più breve, ma non va considerata una semplice passeggiata. Il tracciato continua tra campi, boschi e leggere ondulazioni, con alcuni tratti sterrati che possono diventare scivolosi dopo la pioggia. Le scarpe con una buona suola fanno più differenza dei modelli pesanti da montagna.
Lungo il percorso meritano una sosta la pieve di Santa Maria a Conèo, la pieve di Santa Maria a Strove e l’area di Abbadia a Isola. Sono luoghi sobri, spesso meno affollati dei borghi più famosi, ma aiutano a capire il carattere storico del cammino, nato dall’intreccio tra ospitali, pievi e antiche vie commerciali.
Monteriggioni appare gradualmente sulla collina con la sua cinta muraria e le torri. Il borgo è piccolo, quindi conviene organizzare il pernottamento con anticipo, soprattutto nei fine settimana e nei periodi di maggiore affluenza. Se non si trova posto dentro le mura, si può valutare una struttura nei dintorni, verificando prima la distanza reale dal tracciato.
Giorno 3 da Monteriggioni a Siena
L’ultima giornata misura circa 20,6 km, con un dislivello positivo intorno ai 330 metri. Il percorso attraversa boschi e strade bianche della Montagnola Senese, passa vicino a castelli e conduce verso la pianura di Pian del Lago prima dell’ingresso a Siena.
Non la definirei difficile, ma richiede attenzione perché i punti di ristoro non sono continui. È prudente fare rifornimento a Monteriggioni e portare con sé acqua e pranzo al sacco. In estate partirei entro le 7 del mattino, mentre in autunno controllerei bene le ore di luce.
La deviazione all’eremo di San Leonardo al Lago
Nei pressi di Siena si può valutare una breve deviazione verso l’eremo di San Leonardo al Lago. È una sosta piacevole per chi ama i luoghi raccolti e silenziosi, ma va verificata l’apertura prima della partenza, perché gli orari possono cambiare e il lunedì la visita non è normalmente disponibile.
L’arrivo in città ha un valore particolare. Entrare a Siena a piedi, passando dall’area di Porta Camollia e proseguendo verso il centro storico, restituisce meglio il senso del pellegrinaggio rispetto a raggiungerla direttamente in autobus. Una volta arrivati in Piazza del Campo, io non programmerei altro per la giornata se non una cena tranquilla e il meritato riposo.
Come organizzare il cammino senza contrattempi
Periodo e condizioni del percorso
Per un itinerario di via Francigena toscana di 3 giorni sceglierei aprile, maggio, settembre o ottobre. In luglio e agosto il sole può rendere pesanti anche le tappe brevi, mentre in inverno alcune strutture lavorano con aperture ridotte.
Il fondo alterna asfalto, carrarecce e sentieri. Dopo piogge abbondanti il terreno argilloso può diventare fangoso, soprattutto nei tratti collinari. Prima di partire controllerei il meteo, la disponibilità degli alloggi e la traccia aggiornata sul portale ufficiale della Francigena Toscana.
Dove dormire e quanto mettere in conto
Lungo il percorso si trovano ostelli per pellegrini, affittacamere, agriturismi e piccoli alberghi. Gli ostelli a donativo o con quota contenuta possono costare circa 15-20 euro, mentre una camera semplice può richiedere indicativamente 35-70 euro a persona, con variazioni importanti nei periodi di alta stagione.
Per vitto e alloggio calcolerei un budget realistico di 45-90 euro al giorno a persona scegliendo soluzioni economiche. Gli agriturismi possono costare di più, ma offrono spesso il vantaggio di una cena completa, una colazione sostanziosa e un contatto più diretto con la campagna toscana.
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Cosa mettere nello zaino
- Zaino da 20-30 litri, con un peso possibilmente inferiore a 7-8 kg.
- Scarpe già utilizzate, calze tecniche e un ricambio asciutto.
- Acqua per almeno 1,5 litri, aumentando la quantità nelle giornate calde.
- Crema solare, cappello, cerotti per vesciche e una giacca impermeabile leggera.
- Telefono con traccia offline, power bank e documento personale.
- Credenziale del pellegrino, utile per raccogliere i timbri e accedere alle strutture dedicate.
Quando conviene scegliere un altro tratto toscano
San Gimignano-Siena è il tratto più equilibrato dal punto di vista culturale, ma non è l’unica possibilità. Chi desidera un cammino più lungo e vario può partire da Lucca, arrivando in tre giorni fino a San Miniato attraverso Altopascio. Le distanze ufficiali sono però meno regolari, con una prima giornata di circa 18,6 km, una seconda di quasi 30 km e una terza di circa 23,7 km.
Il segmento San Miniato-Gambassi Terme è molto suggestivo, ma supera i 23 km e offre pochi punti di ristoro. Lo consiglierei a chi è già abituato a camminare per sei ore, non a chi affronta il primo cammino senza allenamento.
Chi invece cerca panorami più iconici può proseguire da Siena verso San Quirico d’Orcia. In tre giorni si possono coprire Siena-Ponte d’Arbia, Ponte d’Arbia-San Quirico e, con una giornata lunga, San Quirico-Radicofani. È una scelta splendida, ma più esigente e meno comoda per i collegamenti.
Il modo migliore per tornare a casa con la voglia di continuare
Tre giorni sulla Via Francigena funzionano quando si lascia spazio anche alle soste. Io preferisco camminare qualche chilometro in meno e fermarmi davanti a una pieve, a un forno di paese o a un panorama, invece di arrivare esausto senza aver visto davvero il territorio.
La tratta da San Gimignano a Siena offre proprio questo equilibrio. È abbastanza breve per un fine settimana lungo, abbastanza ricca di storia per non sembrare una semplice escursione e abbastanza flessibile da adattarsi a diversi livelli di allenamento. Con prenotazioni anticipate, uno zaino leggero e partenze mattutine, può diventare un primo assaggio concreto del cammino toscano, non soltanto una parentesi di turismo veloce.