Per organizzare bene un’escursione sul Lago di Como non basta sapere che il Sentiero del Viandante è panoramico: serve capire quale tratto scegliere, dove iniziare e come rientrare. In questa guida chiarisco come leggere la mappa, quali sono le tappe principali, dove trovare le tracce GPS e come usare treno e battelli per costruire un itinerario adatto al proprio passo.
La mappa giusta rende il cammino più semplice da organizzare
- Percorso principale: da Abbadia Lariana a Piantedo misura circa 45 km.
- Itinerario esteso: prosegue fino a Morbegno e raggiunge circa 70-75 km.
- Segnaletica: il tracciato è riconoscibile soprattutto dalle frecce arancioni.
- Trasporti: la ferrovia Lecco-Colico-Sondrio permette di camminare una tappa alla volta.
- Attrezzatura: servono scarpe con buona aderenza, acqua e una traccia GPS offline.

Quale mappa del Sentiero del Viandante bisogna usare
La prima difficoltà nasce dal fatto che esistono mappe con estensioni diverse. Il tracciato più conosciuto corre da Abbadia Lariana a Piantedo, lungo la sponda orientale del Lago di Como; l’itinerario completo delle Vie del Viandante continua invece verso Delebio e Morbegno.
Per questo alcune guide indicano circa 45 chilometri, mentre altre parlano di 70 o 75 chilometri. Non è necessariamente un errore: si tratta di due rappresentazioni dello stesso sistema di percorsi, con partenza e arrivo differenti. Il portale ufficiale Le Vie del Viandante mette a disposizione mappe PDF e tracce GPS suddivise per tappe e varianti.
Io preferisco avere sempre due strumenti. La mappa escursionistica cartacea aiuta a vedere il quadro generale, i dislivelli e i punti di interesse; il GPS sul telefono serve invece a controllare i bivi, soprattutto nei tratti vicini ai centri abitati. Nessuno dei due sostituisce l’altro.
Cosa deve mostrare una buona cartina
- tracciato principale e varianti;
- stazioni ferroviarie e fermate utili;
- dislivello positivo e negativo;
- fontane, punti di ristoro e strutture ricettive;
- tratti su asfalto, mulattiera e sentiero;
- eventuali deviazioni o segnalazioni sulla percorribilità.
Una semplice schermata stradale non è sufficiente. Il percorso alterna mulattiere, sentieri boschivi, scalinate e brevi tratti asfaltati, quindi una cartografia escursionistica offre informazioni molto più utili rispetto a una normale mappa automobilistica.
Il percorso sulla mappa da Abbadia Lariana a Morbegno
Guardando la cartina dall’alto, il Sentiero del Viandante segue la montagna a mezza costa, mantenendosi sopra la riva orientale del lago. Attraversa borghi, castagneti, uliveti, terrazzamenti e antiche vie lastricate prima di entrare nella Bassa Valtellina.
La suddivisione più pratica comprende sette tappe, anche se molte persone preferiscono accorparne alcune o camminare soltanto per poche ore. Le distanze e i tempi cambiano in base alla variante scelta, al fondo e alle condizioni del terreno.
| Tappa | Tratto indicativo | Perché sceglierla |
|---|---|---|
| 1 | Lecco-Abbadia Lariana | Collegamento meridionale, da verificare prima della partenza |
| 2 | Abbadia Lariana-Lierna | Primo assaggio del sentiero, con boschi e viste sul lago |
| 3 | Lierna-Varenna | Tratto panoramico vicino a borghi e ville storiche |
| 4 | Varenna-Dervio | Alternanza di salite, discese e scorci molto aperti |
| 5 | Dervio-Colico | Tappa flessibile, collegata bene alla ferrovia |
| 6 | Colico-Delebio | Passaggio verso la piana e la Valtellina |
| 7 | Delebio-Morbegno | Conclusione culturale tra borghi, chiese e paesaggi rurali |
Il tratto Lecco-Abbadia Lariana merita una precisazione. Non tutte le mappe lo considerano parte del percorso escursionistico classico e alcune fonti segnalano collegamenti da verificare per condizioni e sicurezza. Prima di inserirlo nell’itinerario conviene controllare gli aggiornamenti locali, invece di affidarsi a una cartina vecchia.
Come leggere tappe, dislivelli e varianti
La linea sulla mappa non racconta da sola la difficoltà. Una tappa breve può risultare impegnativa se concentra molte salite e discese, mentre un tratto più lungo può essere gestibile quando il fondo è regolare e il dislivello è distribuito bene.
Il dato più utile è il dislivello positivo, cioè la somma di tutti i metri di salita. Subito dopo guardo il tipo di fondo: pietre umide, gradini irregolari e sentieri stretti richiedono più attenzione rispetto a una strada sterrata pianeggiante.
Le informazioni da controllare prima di partire
- lunghezza reale della tappa, comprese le deviazioni verso stazioni e alloggi;
- quota massima e dislivello complessivo;
- presenza di acqua lungo il percorso;
- possibilità di interrompere la tappa in anticipo;
- condizioni del terreno dopo pioggia o temporali;
- eventuali varianti alte, più panoramiche ma anche più faticose.
Le varianti non sono sempre una scorciatoia. In alcuni casi permettono di evitare un tratto chiuso o di raggiungere meglio un paese; in altri aggiungono quota e tempo. Sulla mappa le considero una seconda opzione da valutare, non un percorso automaticamente migliore.
Organizzare il cammino con treno e battelli
Uno dei punti di forza dell’itinerario è la vicinanza alla linea ferroviaria. Le stazioni di molti comuni permettono di raggiungere l’inizio della tappa e rientrare alla base senza dover organizzare due automobili o un trasferimento privato.
La soluzione più semplice consiste nel dormire in una località ben collegata, camminare verso nord o verso sud e usare il treno al termine della giornata. In questo modo posso scegliere tappe più brevi, fermarmi davanti a un imprevisto e dedicare tempo ai borghi senza trasformare il viaggio in una gara.
| Esigenza | Soluzione pratica |
|---|---|
| Escursione di una giornata | Andata e ritorno in treno, scegliendo una tappa tra due stazioni |
| Cammino di più giorni | Pernottamenti distribuiti lungo il percorso e bagaglio leggero |
| Tappa troppo lunga | Divisione in due segmenti, verificando collegamenti e orari |
| Rientro alternativo | Uso dei battelli dove il servizio di Navigazione del Lago è disponibile |
Gli orari ferroviari e quelli dei battelli cambiano in base alla stagione e ai lavori sulla linea. Li controllo sempre il giorno prima e salvo una soluzione di rientro alternativa. La mappa indica la posizione, ma non garantisce che ogni collegamento sia attivo quel giorno.
Segnaletica, GPS e sicurezza lungo il sentiero
Il percorso è riconoscibile dalle frecce arancioni, ma nei paesi la segnaletica può confondersi con strade locali, accessi privati e deviazioni temporanee. Il passaggio corretto non è sempre quello che sembra più diretto sulla carta.
Scarico la traccia GPS ufficiale prima di partire e la rendo disponibile anche offline. Il telefono dovrebbe avere batteria sufficiente, mentre una piccola batteria esterna può fare la differenza. In caso di pioggia intensa o scarsa visibilità, non insisto su una variante alta soltanto per rispettare il programma.
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Attrezzatura essenziale
- scarponcini o scarpe da trekking con suola aderente;
- acqua sufficiente per i tratti senza fontane;
- giacca impermeabile e strato caldo;
- mappa cartacea o guida escursionistica;
- telefono con traccia offline e batteria di riserva;
- kit minimo per vesciche e piccoli problemi fisici.
Non lo considero un percorso da affrontare con scarpe da ginnastica leggere, soprattutto dopo la pioggia. Il dislivello non è quello dell’alta montagna, ma pietre lisce e discese ripide possono mettere in difficoltà chi sottovaluta il fondo.
Quando partire e quale tratto scegliere
Primavera e autunnosono le stagioni più equilibrate per temperatura, colori e affollamento. In estate conviene partire presto, perché alcuni tratti esposti diventano caldi nelle ore centrali; in inverno bisogna considerare giornate corte, fango, ghiaccio e possibili nevicate nelle zone più alte.
Per una prima esperienza sceglierei una tappa con buoni collegamenti ferroviari e possibilità di interrompere il cammino. Varenna-Dervio e Dervio-Colico sono spesso interessanti per chi vuole unire panorami, borghi e flessibilità, mentre le tappe verso Morbegno hanno un carattere più rurale e meno legato al lago.
Chi ama la fotografia dovrebbe lasciare margine al tempo. Il valore di questo cammino non sta soltanto nel raggiungere l’arrivo, ma nel fermarsi davanti a una cappella, a un vecchio mulino o a un terrazzamento coltivato. È proprio questa alternanza tra natura e patrimonio locale a renderlo adatto anche a un soggiorno in agriturismo.
Come trasformare la mappa in un itinerario realistico
Una buona pianificazione parte da un obiettivo semplice: scegliere una distanza che lasci energie per il territorio. Per una giornata tranquilla considero 10-15 chilometri, mentre camminatori allenati possono affrontare distanze maggiori se il dislivello e il fondo lo permettono.
- Scelgo il punto di partenza in base alla stazione più comoda.
- Controllo dislivello, quota e durata stimata sulla cartina.
- Individuo almeno un punto di uscita anticipata.
- Verifico acqua, ristori, meteo e condizioni del sentiero.
- Scarico la traccia GPS e salvo gli orari dei trasporti.
- Lascio un margine di almeno un’ora rispetto alla stima teorica.
Il margine è importante perché le mappe non calcolano le soste, le fotografie, gli errori di orientamento e i tempi necessari per attraversare i borghi. Personalmente preferisco arrivare con un po’ di anticipo alla stazione piuttosto che concludere la giornata correndo sull’asfalto.
Una mappa utile deve raccontare anche il territorio
La cartina del Sentiero del Viandante non serve soltanto a non perdersi. Permette di capire come il cammino unisca Lago di Como, borghi storici e paesaggio agricolo, offrendo un’esperienza diversa a ogni tappa.
Per partire con il piede giusto, scegli una versione aggiornata con profili altimetrici e tracce GPS, controlla la percorribilità poco prima dell’escursione e organizza il rientro prima di metterti in cammino. Così il percorso resta flessibile e il tempo dedicato a panorami, chiese e tradizioni locali non viene sacrificato alla fretta.