Una camminata vista lago può sembrare semplice, finché non arrivano salite, gradoni e tratti sconnessi. Il sentiero Viandante, conosciuto ufficialmente come Sentiero del Viandante, è un itinerario storico sulla sponda orientale del Lago di Como che unisce panorami, borghi e mulattiere; qui raccolgo le informazioni utili per scegliere le tappe, organizzare gli spostamenti e partire con l’attrezzatura giusta.
Un cammino storico da vivere con ritmi flessibili
- Percorso classico: circa 45-50 km da Abbadia Lariana a Piantedo, generalmente divisi in 4 tappe.
- Varianti: alcuni itinerari estesi arrivano a circa 68-70 km e comprendono più tratti verso Lecco o la Valtellina.
- Difficoltà: media, con salite, discese, gradini e fondo irregolare.
- Periodo migliore: primavera e autunno, quando il clima è più adatto al trekking e i panorami sono particolarmente piacevoli.
- Vantaggio pratico: la ferrovia permette di raggiungere molti punti di partenza e rientrare senza usare l’auto.
Dove passa il Sentiero del Viandante e perché è speciale
Il percorso segue la sponda orientale del Lago di Como, tra la provincia di Lecco e quella di Sondrio. L’itinerario classico parte da Abbadia Lariana e arriva a Piantedo, frazione di Colico, attraversando località come Lierna, Varenna, Perledo, Bellano e Dervio.
Le indicazioni sulla lunghezza non sono sempre identiche. Il tratto più utilizzato misura circa 45-50 chilometri, mentre le versioni più ampie, collegate alle Vie del Viandante, possono superare i 68 chilometri e proseguire verso Morbegno. Prima di prenotare, conviene quindi capire quale tracciato si vuole davvero percorrere.
La storia è parte integrante dell’esperienza. Un tempo queste mulattiere collegavano i paesi della riviera con la Valtellina e con i passi alpini, offrendo un’alternativa ai percorsi lungo il lago. Camminando tra muretti a secco, castagneti, terrazzamenti e antiche frazioni, si attraversa un paesaggio costruito lentamente dall’agricoltura e dagli spostamenti quotidiani.
Io lo considero uno dei cammini lombardi più equilibrati per chi vuole unire trekking e cultura locale. Non è un’escursione selvaggia lontana da tutto, ma nemmeno una passeggiata panoramica priva di impegno: proprio questa combinazione lo rende adatto a chi desidera camminare per più giorni senza rinunciare a borghi, ristoranti e collegamenti ferroviari.
Come dividere il percorso in tappe
La suddivisione più comune prevede quattro giornate. Le distanze effettive cambiano in base alle varianti, alle deviazioni verso i centri abitati e al punto scelto per iniziare o concludere la camminata.
| Tappa | Tratto indicativo | Cosa aspettarsi |
|---|---|---|
| 1 | Abbadia Lariana - Lierna | Salite iniziali, boschi, uliveti e ampie vedute sul ramo lecchese. |
| 2 | Lierna - Vezio o Varenna | Tratto panoramico con dislivello variabile e arrivo in una delle località più scenografiche del lago. |
| 3 | Vezio o Varenna - Dervio | Mulattiere, nuclei storici e passaggi tra boschi e terrazzamenti. |
| 4 | Dervio - Piantedo | Giornata lunga e varia, con arrivo verso Colico e la parte settentrionale del lago. |
Per chi cammina poco, distribuire il tragitto in cinque tappe è spesso la scelta più sensata. Le giornate diventano meno affaticanti e resta tempo per visitare i paesi, fermarsi in una trattoria o modificare il programma in caso di pioggia.
La versione più semplice per una prima esperienza
Non è obbligatorio affrontare l’intero cammino. Il tratto tra Varenna e Bellano è una buona introduzione, perché permette di assaporare il paesaggio e di rientrare facilmente in treno. Anche una sola tappa può diventare una giornata completa, soprattutto se si aggiungono una visita al borgo o una pausa lungo il lago.
La mia regola è non scegliere la tappa soltanto in base ai chilometri. Dislivello e fondo del sentiero incidono molto più della distanza: dieci chilometri con numerosi gradini possono richiedere più energia di quindici chilometri su terreno regolare.

I tratti più belli tra borghi e paesaggio rurale
Il fascino del cammino non dipende da un unico punto panoramico. È il continuo alternarsi di ambienti a renderlo interessante, con il lago che compare tra gli alberi, le montagne sullo sfondo e i paesi che interrompono il silenzio dei boschi.
Abbadia Lariana e Lierna
La parte meridionale introduce subito al carattere del percorso. Dopo i primi tratti si incontrano castagneti, uliveti e antiche mulattiere, mentre il panorama si apre verso il lago e il promontorio di Bellagio.
È una sezione che può sorprendere chi si aspetta un sentiero pianeggiante. Le salite arrivano presto, perciò la considero poco adatta a una partenza improvvisata con scarpe da città o zaini troppo pesanti.
Varenna e il castello di Vezio
Varenna è uno dei punti più conosciuti dell’itinerario, ma il suo valore non si limita alle fotografie sul lungolago. Il passaggio verso Vezio e Perledo mostra bene il rapporto tra villaggi, coltivazioni terrazzate e pendii montani.
Qui consiglio di lasciare margine al tempo. Visitare il borgo di corsa per rispettare una tabella troppo ambiziosa significa perdere proprio quella dimensione lenta che rende il cammino diverso da una semplice escursione.
Bellano, Dervio e la parte settentrionale
Avvicinandosi a Bellano e Dervio, il percorso alterna bosco, strade secondarie e tratti con vista più ampia sul bacino. I paesi offrono bar, negozi e collegamenti ferroviari, elementi preziosi quando serve accorciare la giornata o fare rifornimento.
La zona settentrionale verso Colico e Piantedo ha un carattere più aperto. Il panorama cambia gradualmente e il cammino diventa anche un modo per leggere il passaggio dal paesaggio lacustre a quello della Valtellina.
Difficoltà, periodo migliore e attrezzatura
Il Sentiero del Viandante è generalmente classificato come percorso di difficoltà media. Non richiede tecniche alpinistiche, ma alcune giornate possono risultare impegnative per la presenza di dislivelli, gradoni, pietre umide e discese che mettono alla prova ginocchia e caviglie.
Chi è abituato a camminare può affrontare una tappa in circa 4-6 ore effettive, senza contare le soste. Per i principianti è meglio considerare una giornata più lunga e partire presto, soprattutto in primavera e in autunno, quando le ore di luce sono inferiori rispetto all’estate.
Quando partire
- Primavera: temperature piacevoli, vegetazione rigogliosa e buona visibilità, ma possibile presenza di fango dopo le piogge.
- Estate: giornate lunghe, ma caldo intenso nei tratti esposti e maggiore affollamento nei borghi più turistici.
- Autunno: luce morbida, colori dei boschi e clima spesso ideale, con il rischio di piogge improvvise.
- Inverno: possibile, ma meno indicato per le poche ore di luce, il fondo scivoloso e la presenza di ghiaccio nei tratti ombreggiati.
Prima di partire controllo sempre le condizioni recenti del sentiero, perché temporali, frane o lavori possono modificare l’accessibilità di un tratto. La segnaletica aiuta, ma non sostituisce una mappa offline e un minimo di orientamento.
Leggi anche: Trekking di cinque giorni in Italia - quale itinerario scegliere?
Cosa mettere nello zaino
- scarpe da trekking con suola scolpita;
- zaino da 20-30 litri per una giornata;
- almeno 1,5 litri d’acqua a persona, aumentando la quantità con il caldo;
- giacca impermeabile e strato caldo anche nelle stagioni miti;
- bastoncini, utili soprattutto nelle discese;
- snack energetici, cerotti per vesciche e piccolo kit di primo soccorso;
- telefono carico, traccia digitale e batteria esterna.
Un errore frequente è portare troppo cibo e trascurare l’acqua. Nei centri abitati è possibile trovare servizi, ma tra un paese e l’altro non bisogna dare per scontata la presenza di fontane o punti di ristoro.
Treni, pernottamenti e costi da mettere in conto
La ferrovia è uno dei grandi vantaggi organizzativi. Le stazioni lungo la linea permettono di percorrere una sola tappa, tornare al punto di partenza o rientrare rapidamente se il meteo peggiora. Per questo il cammino si presta bene anche a un programma con base fissa in uno dei paesi del lago.
Chi preferisce il trekking itinerante può dormire in affittacamere, piccoli alberghi, agriturismi e strutture nei borghi attraversati. In alta stagione è prudente prenotare con anticipo, mentre nelle mezze stagioni si trova spesso maggiore flessibilità, sempre verificando gli orari di arrivo e le distanze dalla stazione.
| Voce | Stima indicativa | Da cosa dipende |
|---|---|---|
| Pernottamento | 40-120 euro a persona | Tipologia della struttura, stagione e trattamento. |
| Pasto completo | 20-45 euro | Ristorante, agriturismo o soluzione informale. |
| Trasporto ferroviario | Variabile in base alla tratta | Stazioni utilizzate e acquisto del biglietto. |
| Budget per una giornata | 30-70 euro, escluso il viaggio | Pranzo, trasporti locali e soste. |
Le cifre sono orientative e non comprendono eventuali visite, bagagli trasferiti o soggiorni nei periodi più richiesti. Io preferisco calcolare anche un piccolo margine per il trasporto extra: una deviazione in treno o un taxi possono diventare utili se si chiude una tappa prima del previsto.
Gli errori che possono rovinare la camminata
Il primo errore è sottovalutare il dislivello perché il lago resta sempre vicino. Il panorama dà una sensazione di facilità, ma il sentiero sale e scende sui versanti, con tratti che richiedono passo sicuro e attenzione.
Il secondo è programmare tappe troppo lunghe per riuscire a vedere tutto. Meglio una giornata ben riuscita che un arrivo al buio con dolori alle gambe e nessuna energia per godersi il paese.
Bisogna inoltre distinguere tra percorso ufficiale, varianti locali e collegamenti stradali. Una traccia scaricata da un’app può essere vecchia o condurre su una deviazione non adatta alle proprie capacità. In caso di dubbi, seguo la segnaletica sul posto e chiedo conferma agli uffici turistici o alle strutture della zona.
Infine, non partirei senza verificare orari dei treni, disponibilità degli alloggi e previsioni meteo. Sono tre controlli semplici che fanno la differenza, soprattutto quando si cammina in gruppo o con bambini.
Il modo migliore per trasformare il percorso in un viaggio
Il Sentiero del Viandante dà il meglio quando non viene trattato come una gara. Abbinare una tappa alla visita di Varenna, Bellano o di un piccolo nucleo rurale permette di capire il territorio oltre il panorama, tra architetture, coltivazioni e tradizioni locali.
Per una prima esperienza sceglierei due o tre giornate consecutive, con tappe moderate e pernottamenti vicino alla ferrovia. Chi ha più allenamento può completare il tracciato classico in quattro giorni, mentre il percorso esteso verso la Valtellina richiede più tempo e una pianificazione attenta.
La vera forza di questo cammino è la libertà di adattarlo. Si può partire per un trekking completo, scegliere solo i tratti più panoramici oppure costruire escursioni giornaliere con rientro in treno. In ogni caso, scarpe adeguate, ritmo realistico e qualche ora lasciata libera sono gli ingredienti che permettono di ricordare il lago per la sua bellezza, non per la fatica.