Cinque giorni bastano per attraversare paesaggi molto diversi dell’Italia, ma non per improvvisare il percorso la sera prima. In questa guida confronto itinerari adatti a un trekking di cinque giorni, indicando distanze, difficoltà, stagioni, costi indicativi, pernottamenti e attrezzatura, con un’attenzione particolare ai borghi e alle strutture rurali lungo il cammino.
La scelta giusta dipende dal tipo di viaggio che vuoi vivere
- Via degli Dei è la soluzione più equilibrata per un primo cammino tra storia, Appennino e città d’arte.
- Cammino dei Borghi Silenti offre circa 70 km tra paesi medievali e paesaggi umbri poco frequentati.
- Sentiero del Viandante è più flessibile, grazie alla ferrovia che collega i borghi del Lago di Como.
- Gran Tour del Gran Paradiso richiede più allenamento, ma regala un’esperienza alpina autentica.
- Per cinque giorni servono in genere 4 pernottamenti, uno zaino leggero e una verifica aggiornata di meteo, sentieri e varianti.
Cinque giorni bastano, ma la scelta della traccia conta
Un trekking di cinque giorni non è una semplice escursione lunga. Dopo il primo giorno entrano in gioco il recupero muscolare, il peso dello zaino, la disponibilità di acqua e la qualità dei pernottamenti. Io considero sostenibile una tappa media tra 15 e 25 km, mentre oltre i 25 km la vacanza comincia a somigliare a una prova di resistenza.
La difficoltà non dipende solo dai chilometri. Un percorso di 50 km con salite continue può essere più impegnativo di un cammino di 100 km su strade collinari. Per questo guardo sempre insieme a dislivello, fondo del sentiero, quota e possibilità di rifornimento.
La durata ideale varia anche in base all’esperienza. Chi affronta il primo cammino con zaino pieno dovrebbe preferire un itinerario da cinque o sei tappe, mentre un escursionista allenato può comprimere alcuni percorsi in quattro giornate. Il mio consiglio resta semplice: lasciare almeno mezza giornata libera quando il territorio merita una visita, invece di trasformare ogni borgo in un punto da attraversare rapidamente.

Le quattro rotte che prenderei in considerazione
| Itinerario | Dati indicativi | Ideale per | Attenzione a |
|---|---|---|---|
| Via degli Dei | 120-130 km, 5-7 giorni | Primo cammino completo, storia e borghi | Tappe lunghe, fino a 20-30 km |
| Borghi Silenti | Circa 70 km, 5 tappe | Turismo rurale e paesaggi tranquilli | Tratti isolati e pochi servizi |
| Sentiero del Viandante | Circa 45 km, 4 tappe adattabili | Panorami lacustri e logistica semplice | Salite brevi ma frequenti, costi più alti |
| Gran Tour del Gran Paradiso | Circa 56 km, 4-5 giorni | Montagna alpina ed escursionisti preparati | Quota, meteo e apertura dei rifugi |
Via degli Dei tra Bologna e Firenze
È la proposta più completa per chi vuole unire cammino, patrimonio storico e ospitalità locale. Il percorso attraversa l’Appennino tosco-emiliano per circa 120-130 km, collegando Bologna a Firenze attraverso la Riserva del Contrafforte Pliocenico, la Flaminia Militare, il Mugello e il Passo della Futa.In cinque giornate si può seguire una scansione classica con arrivo a Sasso Marconi o Badolo, Madonna dei Fornelli, Passo della Futa, San Piero a Sieve e infine Fiesole o Firenze. È una tabella di marcia fattibile, ma non rilassata. Per chi non ha già camminato più giorni, sei tappe sono spesso più piacevoli di cinque.
La Via degli Dei ha una difficoltà generalmente media, con salite appenniniche e giornate che possono superare le sei o sette ore di cammino. Alcuni tratti sono stati interessati dai danni delle alluvioni del 2023, quindi prima della partenza controllerei sempre le varianti ufficiali e le condizioni del fondo. In cambio offre una rete di strutture abbastanza sviluppata e un arrivo molto comodo in treno.
Cammino dei Borghi Silenti in Umbria
Questo itinerario ad anello parte e arriva a Tenaglie, nel territorio dei Monti Amerini, e si sviluppa in cinque tappe. Il percorso ruota attorno al Monte Croce di Serra, che raggiunge quasi i 1.000 metri, attraversando boschi, strade rurali e borghi medievali come Santa Restituta, Toscolano e Melezzole.Lo sceglierei per un viaggio lento, soprattutto se l’interesse principale non è raggiungere una grande città ma incontrare un’Italia più discreta. I piccoli paesi, gli agriturismi e le produzioni locali fanno parte dell’esperienza quanto il sentiero. Il percorso, però, attraversa anche zone poco abitate e con lunghi tratti senza ristoro, perciò acqua e pranzo vanno organizzati con maggiore attenzione.
La segnaletica gialla aiuta, ma non sostituisce una traccia digitale o una carta escursionistica. Qui la pianificazione degli alloggi è importante, perché la capacità ricettiva è più limitata rispetto alla Via degli Dei. In compenso, l’anello evita il problema del rientro al punto di partenza.
Sentiero del Viandante sul Lago di Como
Il Sentiero del Viandante percorre la sponda orientale del Lago di Como da Abbadia Lariana verso Piantedo, passando vicino a Lierna, Varenna, Dervio e Bellano. Il tracciato principale misura circa 45 km ed è normalmente diviso in quattro tappe, ma cinque giorni permettono di camminare con più calma e dedicare tempo ai borghi.È la scelta che consiglierei a chi vuole provare un cammino senza rinunciare alla flessibilità. La ferrovia serve i principali paesi della sponda, quindi in caso di stanchezza, pioggia o imprevisti è possibile accorciare una tappa o rientrare in treno. Non significa che il percorso sia banale: le salite sono spesso brevi e ripetute, con scalinate, mulattiere e fondo irregolare.
La primavera e l’inizio dell’autunno sono i periodi più equilibrati. In alta stagione i prezzi sul lago aumentano e le strutture si riempiono rapidamente, ma l’offerta di agriturismi, affittacamere e piccoli alberghi è ampia. Il panorama è straordinario, anche se l’esperienza è meno isolata rispetto ai cammini appenninici.
Gran Tour del Gran Paradiso
Per chi cerca un ambiente alpino, il Gran Tour del Gran Paradiso offre circa 56 km in quattro o cinque giorni tra Valle d’Aosta e Piemonte. Ghiacciai, laghi alpini e fauna di montagna sostituiscono i borghi collinari, con un’esperienza più severa e dipendente dalle condizioni del terreno.
Qui non mi farei ingannare dalla distanza contenuta. La quota e il dislivello richiedono una buona preparazione, soprattutto se si trasporta uno zaino pesante. La stagione utile è più breve rispetto all’Appennino e va verificata l’apertura dei rifugi, oltre alla presenza di neve residua sui passaggi più alti.
È un itinerario da scegliere se hai già esperienza su sentieri di montagna. Per un primo trekking di più giorni preferirei la Via degli Dei o il Sentiero del Viandante, che offrono più possibilità di interrompere o modificare il programma.
Come distribuire le giornate senza arrivare esausti
Il piano migliore non è quello con le tappe più lunghe, ma quello che lascia margine agli imprevisti. Io partirei definendo gli arrivi di ogni sera e solo dopo sceglierei l’orario di partenza, il punto per il pranzo e l’eventuale trasporto dei bagagli.
Leggi anche: Via degli Dei, difficoltà e allenamento - cosa sapere prima di partire
Una scansione pratica di cinque giorni
- Primo giorno con una tappa moderata, utile per prendere il ritmo e verificare scarpe e zaino.
- Secondo giorno dedicato alla distanza più impegnativa, quando le gambe sono ancora fresche.
- Terzo giorno con un ritmo regolare e una sosta più lunga in un borgo o in un’area panoramica.
- Quarto giorno senza aggiungere deviazioni non necessarie, perché la fatica comincia a farsi sentire.
- Quinto giorno possibilmente più breve, così da arrivare alla destinazione finale con tempo per visitarla.
Per le tappe collinari porterei almeno 1,5-2 litri d’acqua a persona, aumentando la quantità nei periodi caldi o nei tratti senza fontane. Non darei mai per scontato che un punto segnato sulla mappa sia aperto, soprattutto nei piccoli borghi e nei giorni festivi.
Se prenoti in agriturismo, chiederei in anticipo la possibilità di una colazione anticipata e di un pranzo al sacco. Una struttura rurale ben scelta può diventare parte del viaggio, perché permette di conoscere prodotti, ricette e ritmi del territorio, non soltanto di dormire.
Periodo, preparazione e sicurezza fanno la differenza
Per i cammini appenninici sceglierei aprile-giugno oppure settembre-ottobre. Luglio e agosto possono essere molto caldi nei tratti esposti e rendono pesanti le tappe da 25 km. Sul Lago di Como la primavera è piacevole, ma anche l’inizio dell’autunno offre temperature più gestibili e meno affollamento.
Per il Gran Tour del Gran Paradiso la finestra è più breve, in genere tra estate e inizio autunno, sempre in base a neve, rifugi e condizioni meteorologiche. In montagna il bollettino del giorno è più importante delle previsioni generiche della settimana.
Un mese prima partirei con camminate da 10-15 km, aumentando progressivamente distanza e dislivello. Nelle ultime due settimane farei almeno una prova con lo zaino quasi completo, perché spesso non sono le gambe il problema, ma spalle, piedi e vesciche.
- scarpe già utilizzate, con suola adatta al terreno;
- zaino da 35-45 litri, possibilmente tra 6 e 9 kg senza tenda;
- giacca impermeabile, pile leggero e cambio asciutto;
- bastoncini, lampada frontale e power bank;
- kit per vesciche, cerotti, farmaci personali e crema solare;
- mappa offline, traccia GPS e un piccolo margine di batteria;
- documento, tessera sanitaria e una piccola somma in contanti.
Con la tenda il peso può salire facilmente a 10-14 kg. Il campeggio libero non va considerato automatico: regole e aree autorizzate cambiano secondo comuni, parchi e proprietà private. Prima di bivaccare chiederei sempre conferma alle autorità locali o alla struttura che ospita il camminatore.
Quanto costa un trekking di cinque giorni in Italia
Il budget cambia molto tra Appennino, lago e alta montagna. Per un’organizzazione autonoma con camerate, camere condivise o agriturismi semplici, stimerei 330-600 euro a persona, escluso il viaggio per arrivare alla partenza.
| Voce | Stima per cinque giorni |
|---|---|
| Quattro pernottamenti | 180-320 euro |
| Pasti e rifornimenti | 125-200 euro |
| Treni, bus o trasferimenti locali | 20-60 euro |
| Credenziale, mappe e piccole spese | 10-30 euro |
Una camera singola può aggiungere 25-60 euro a notte, mentre sul Lago di Como la fascia alta può essere ancora maggiore. Dormire in tenda riduce il costo soltanto se esistono campeggi o aree autorizzate e se l’attrezzatura è già disponibile.
I pacchetti guidati pubblicati per il 2026 possono oscillare indicativamente tra 425 e 800 euro, in base a trasporto bagagli, pasti, guida e categoria delle strutture. Per me hanno senso soprattutto quando il percorso è logisticamente complesso o quando si viaggia da soli e si preferisce avere un riferimento in caso di maltempo.
Il risparmio più intelligente, comunque, non è tagliare il pernottamento fino all’ultimo euro. È scegliere una struttura ben posizionata, così da evitare taxi, deviazioni e trasferimenti costosi la mattina seguente.
Il modo migliore per trasformare cinque giorni in un ricordo completo
Se vuoi un primo cammino equilibrato, sceglierei la Via degli Dei in sei tappe, comprimendola in cinque solo con un buon allenamento. Per borghi, silenzio e cucina locale punterei invece sul Cammino dei Borghi Silenti. Il Sentiero del Viandante è il più semplice da adattare, mentre il Gran Tour del Gran Paradiso va riservato a chi conosce già la montagna.
Prenota i quattro pernottamenti con anticipo, controlla sempre tracce e varianti poco prima della partenza e lascia spazio agli incontri. Un agriturismo, una fontana inattesa o una piccola trattoria possono valere quanto il panorama più famoso, perché sono proprio questi dettagli a dare un’identità italiana al viaggio a piedi.