Dietro l’immagine di un campanile che emerge dall’acqua c’è una storia alpina fatta di paesaggi, energia idroelettrica e memoria di un borgo scomparso. In questo articolo chiarisco quale lago viene indicato con l’espressione lago del campanile, cosa vedere, come organizzare la visita e quali precauzioni adottare in ogni stagione.
Il campanile sommerso è il simbolo di una valle alpina da esplorare con calma
- Il luogo è il Lago di Resia, in Alta Val Venosta, vicino a Curon.
- La storia risale alla costruzione della diga completata nel 1950.
- Il percorso più semplice è il giro del lago, lungo circa 15 chilometri.
- Il periodo migliore cambia in base all’esperienza desiderata, dai prati estivi ai colori autunnali.
- Il ghiaccio non è mai un’attrazione da affrontare senza verifiche ufficiali.

Quale lago si nasconde dietro il nome del campanile
In Italia, quando si parla di lago del campanile, nella maggior parte dei casi si fa riferimento al Lago di Resia, in Alto Adige. Si trova nel comune di Curon Venosta, in Alta Val Venosta, a circa 1.498 metri di altitudine, non lontano dai confini con Austria e Svizzera.
Il suo elemento più famoso è il campanile romanico della vecchia chiesa di Santa Caterina, l’unica parte visibile dell’antico abitato. La torre risale al XIV secolo e oggi appare isolata nello specchio d’acqua, creando una scena suggestiva ma anche molto diversa dalla semplice cartolina turistica.
Il bacino è artificiale e ha una superficie di circa 6,6 chilometri quadrati. È lungo approssimativamente 6 chilometri, raggiunge una profondità massima vicina ai 45 metri e viene utilizzato anche per la produzione di energia idroelettrica.
La storia di Curon e del campanile sommerso
Il paesaggio attuale nacque dalla fusione di alcuni bacini e dalla costruzione di una diga. I lavori, conclusi nel 1950, portarono alla sommersione del vecchio paese di Curon e di parte del territorio circostante. Le abitazioni furono demolite o trasferite, mentre il campanile venne lasciato come testimonianza dell’antico borgo.
Questa vicenda è il cuore dell’esperienza. Io trovo riduttivo presentare il luogo soltanto come una delle fotografie più riconoscibili dell’Alto Adige: davanti alla torre si percepisce il costo umano di una grande trasformazione economica e infrastrutturale.
Una leggenda racconta che, nelle giornate invernali, si possano ancora sentire le campane dal lago ghiacciato. È una storia suggestiva, ma non va confusa con i fatti: le campane furono rimosse prima della formazione definitiva dell’invaso.
Per comprendere davvero ciò che si vede, conviene dedicare un po’ di tempo anche a Curon Nuova e alle testimonianze locali. Il campanile non è un monumento isolato dal territorio, ma il segno più evidente di una comunità costretta a ricominciare altrove.
Cosa vedere e fare sulle rive del Lago di Resia
Il giro panoramico del lago
Il percorso circolare misura circa 15 chilometri e richiede mediamente 3-4 ore, in base alle soste e al ritmo. Non presenta difficoltà alpinistiche, ma la lunghezza, il vento e l’altitudine rendono consigliabili scarpe comode, acqua e una giacca anche nelle giornate estive.
È una scelta adatta a chi vuole osservare il campanile da prospettive diverse. La luce cambia rapidamente, soprattutto al mattino e nel tardo pomeriggio, e la torre acquista un aspetto completamente diverso a seconda delle nuvole e del colore delle montagne.
Bicicletta ed e-bike
Il perimetro del bacino si presta bene alla bicicletta, soprattutto per chi desidera una giornata attiva senza affrontare un trekking impegnativo. Con una e-bike il percorso diventa più accessibile anche a chi non è abituato alle salite, ma è importante controllare in anticipo disponibilità del noleggio e condizioni della batteria.
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Fotografia e osservazione del paesaggio
Il punto più fotografato si trova nei pressi di Curon, ma fermarsi soltanto lì significa perdere gran parte dell’atmosfera. Io preferisco esplorare almeno un tratto della riva e aspettare la luce laterale, quando il campanile si riflette sull’acqua e le cime della Val Venosta acquistano maggiore profondità.
In estate il lago è circondato da prati verdi e montagne luminose. In autunno prevalgono tonalità più calde e sentieri tranquilli, mentre in inverno il paesaggio diventa essenziale e silenzioso. Le attività acquatiche e gli sport legati al vento dipendono dalle condizioni meteorologiche e dai servizi disponibili sul posto.
Quando andare e come organizzare la visita
| Periodo | Cosa aspettarsi | Per chi è indicato |
|---|---|---|
| Da maggio a giugno | Prati verdi, temperature ancora miti e sentieri meno affollati | Escursionisti e fotografi |
| Luglio e agosto | Giornate più lunghe, attività all’aperto e maggiore affluenza | Famiglie e amanti della bicicletta |
| Settembre e ottobre | Colori autunnali, aria limpida e atmosfera più raccolta | Chi cerca paesaggio e tranquillità |
| Inverno | Neve, vento forte e possibile ghiaccio, con condizioni variabili | Visitatori preparati e sportivi |
Per arrivare in auto si raggiunge generalmente Curon seguendo la strada della Val Venosta e del Passo di Resia. È possibile anche usare il trasporto pubblico, arrivando in treno fino a Malles Venosta e proseguendo con gli autobus locali verso Resia e Curon. Gli orari cambiano durante l’anno, quindi li controllerei sempre prima di partire.
La visita al lago è normalmente libera e senza biglietto d’ingresso. Le spese riguardano eventuali parcheggi, noleggio biciclette, visite guidate, ristorazione e pernottamento. Per una giornata completa calcolerei almeno mezza giornata, mentre un soggiorno di una notte permette di abbinare il lago ai borghi e ai sentieri della valle.
Gli errori da evitare durante l’escursione
Il primo errore è considerare il campanile una meta da raggiungere in qualsiasi stagione. In estate la torre si osserva dalla riva o dall’acqua con servizi autorizzati; in inverno, anche quando il lago appare ghiacciato, non bisogna camminare sul ghiaccio senza un’autorizzazione e un bollettino di sicurezza aggiornato.
Il secondo è partire con abbigliamento troppo leggero. A quasi 1.500 metri il vento può abbassare rapidamente la temperatura percepita, soprattutto lungo le sponde aperte. Anche per una passeggiata facile porterei scarpe con buona aderenza, protezione solare, acqua e uno strato antivento.
Un’altra leggerezza frequente consiste nel fermarsi solo per una fotografia e ripartire subito. Il valore del luogo emerge osservando il rapporto tra acqua, montagne, campanile e memoria del paese sommerso. Bastano un paio d’ore ben organizzate per vivere il paesaggio con molta più intensità.
Infine, non confondere il Lago di Resia con il vicino Lago di Vernago, in Val Senales, dove in condizioni di livello basso può riaffiorare il campanile di una chiesa sommersa. Sono due luoghi distinti, con storie e paesaggi differenti.
Un modo più consapevole per vivere questo paesaggio
La visita migliore, secondo me, unisce una passeggiata lungo la riva, un momento dedicato alla storia di Curon e una sosta nei piccoli centri della valle. In questo modo il lago non resta una semplice attrazione fotografica, ma diventa una porta d’accesso alla cultura alpina e alle trasformazioni del territorio.
Chi soggiorna in un agriturismo può completare l’esperienza con prodotti locali, pane di segale, formaggi, mele della Val Venosta e piatti della tradizione altoatesina. È un dettaglio che fa la differenza, perché il paesaggio si comprende meglio quando si incontrano anche le persone e le abitudini che continuano a viverlo ogni giorno.